08 Dicembre 2022 - 00:07

Gli operatori del gioco tra i timori dell’avanzata del gioco online, il contrasto dell’illegale e la richiesta di una regolamentazione certa

Interventi immediati sul caro bollette, in linea con quanto progettato e previsto per gli altri settori produttivi; riduzione della tassazione su esercenti e giocatori considerata eccessiva rispetto alla sostenibilità economica

10 Novembre 2022

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Interventi immediati sul caro bollette, in linea con quanto progettato e previsto per gli altri settori produttivi; riduzione della tassazione su esercenti e giocatori considerata eccessiva rispetto alla sostenibilità economica del sistema; certezza giuridica con un riordino generale più volte rimandato in passato, considerato elemento imprescindibile per il futuro del settore.

Sono queste le più importati richieste che vengono fatte dagli operatori del settore dei giochi al nuovo Governo nell’indagine realizzata da SWG che con l’Osservatorio sul gioco che ha raggiunto la terza tappa del lavoro in corso sul gioco pubblico, e presentato ieri a Roma.

Nome del progetto: Giocare da Grandi, che in questa occasione ha voluto verificare la situazione del gioco fisico dal punto di vista degli operatori del settore, identificando gli elementi che caratterizzano la situazione attuale e le attese rispetto al futuro.

Per questo, nel mese di ottobre, sono stati intervistati presidenti di organizzazioni del settore, gestori di Tabaccherie con e senza slot, gestori di sale scommesse e di sale VLT e slot. Le interviste realizzate in questa nuova rilevazione dell’osservatorio sul gioco ha evidenziato come sul settore gravino tre questioni fondamentali:

La questione regolatoria/concessoria;

La coesistenza di nuove tecnologie digitali e rete fisica;

La riduzione dei ricavi legata ad un aumento dei costi a cui non corrisponde una adeguata elasticità dei prezzi (soprattutto per le ricevitorie).


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La questione regolatoria e concessoria rappresenta un problema innanzitutto di tipo imprenditoriale.

Tra gli intervistati non si discute della scelta politica di fondo (a favore o contro il gioco), ma della necessità di sviluppare un sistema regolatorio e concessorio stabile che consenta di programmare l’attività imprenditoriale. Il gioco legale è una realtà prevista e regolata (per altro in maniera molto stretta) dallo Stato, ma allo stesso tempo avversata per le possibili conseguenze patologiche legate al gioco compulsivo. Questo comporta la presenza di norme contraddittorie sui territori e di una variabilità ed aleatorietà che rende difficile una programmazione imprenditoriale di medio respiro.

Passando al tema della digitalizzazione e della «migrazione» verso il gioco online, anche in questo caso si assiste ad un fenomeno che ha elementi di forte contraddizione. La sfida non è tanto quella di contrastare il processo di trasformazione in corso verso il gioco digitale, quanto quella di far coesistere tecnologie digitali e attività dei punti di gioco fisico. Il timore diffuso è che la transizione verso piattaforme di gioco online porti ad un isolamento dei giocatori foriero di due problemi fondamentali: la riduzione delle possibilità di controllo del gioco patologico e la riduzione delle attività e del personale dei punti gioco, con la conseguente chiusura e perdita di punti di presidio territoriale.

Da questo punto di vista, la mancanza di una vision di lungo periodo derivata dall’instabilità regolatoria e concessoria rende particolarmente difficile progettare e programmare il futuro dei punti di gioco, anche laddove esistono idee ed iniziative di innovazione.

 

La riduzione dei ricavi è legata a due ordini di fattori: un aumento generalizzato dei costi (legato soprattutto all’aumento dei costi dell’energia) e un aumento della tassazione (sia nei confronti dei punti gioco che dei giocatori). In un sistema iper regolato come quello del mondo dei giochi, questi aumenti comportano sistematicamente una riduzione dei ricavi per i gestori particolarmente forte per le ricevitorie dove non c’è la possibilità di nessun tipo di elasticità rispetto al prezzo finale al cliente.

Ne deriva una situazione di elevata instabilità e di elevato rischio di chiusure per gli esercizi attualmente attivi. La richiesta forte che emerge dagli intervistati è quella di una pari dignità con le altre attività imprenditoriali che parte innanzitutto dalla capacità di dare una stabilità regolatoria per i prossimi anni e di dare accesso agli stessi incentivi riconosciuti agli altri settori per contrastare la crisi.

Dalle interviste emerge il grosso lavoro svolto in questi anni (dallo Stato, dai concessionari e dagli operatori stessi) per contrastare i fenomeni illegali (soprattutto nel mondo dell’online), ma anche come la sostenibilità economica degli esercizi sia sempre più difficile. Il settore richiede continui investimenti in tecnologia ed innovazione per garantire la sicurezza del gioco e dei giocatori e il contrasto all’illegalità, ma gli investimenti necessitano di strategie a lungo termine.

Il forte rischio è quello di creare una situazione di distanza sempre più marcata tra la velocità di evoluzione del settore e la capacità di risposta dello Stato.

Come evidenzia la nuova ricerca SWG, gli operatori hanno la piena consapevolezza di abitare uno spazio limitare ricco di contraddizioni e di tensioni. Da un lato percepiscono il diffuso atteggiamento di ostilità sociale nei loro confronti per via del rischio insito nel gioco di comportamenti patologici, dall’altro sono consapevoli di come il settore rappresenti una fonte di entrate fondamentale per lo stato che beneficia di ogni aumento di raccolta.

L’aleatorietà delle regole a livello comunale rappresenta un problema per gli imprenditori che vogliono investire. Il problema legato alla regolamentazione è quindi essenzialmente sul lato delle dinamiche imprenditoriali e ha a che vedere con la disparità di regole a livello locale che creano situazioni di squilibrio e rendono più incerta l’attività imprenditoriale stessa, non consentendo una adeguata pianificazione di medio lungo periodo degli investimenti. Il bisogno di stabilità regolatoria riguarda anche l’aspetto fiscale che colpisce sia esercenti che giocatori.

Prospettive future – Lo studio analizza anche le possibili prospettive future per il settore tra giochi fisici e online.

Una via che si sta già percorrendo riguarda la sempre maggior integrazione tra servizi digitali e giochi fisici con la possibilità di estendere tempi e modalità del gioco tradizionale attraverso app e piattaforme. Secondo alcuni intervistati dovrà cambiare anche la logica con cui sono pensate le sale e le possibilità di gioco, con una crescita delle soluzioni che consentono ai giocatori di sfidarsi reciprocamente. La logica di fondo è quella di offrire opportunità di gioco a 360° con i clienti che possono assistere ad un evento dal vivo, vedere le principali competizioni sportive, scommettere, giocare con slot e Vlt.

La crescita del gioco online porta a temere la riduzione della capacità di controllo da parte dei gestori verso gli utenti e il rischio della chiusura delle sale o la trasformazione delle sale in luoghi in cui ricaricare le tessere per il gioco online. L’avanzata del gioco online apre timori tra i gestori/esercenti che vedono già oggi una riduzione della rilevanza dei punti di gioco fisico e temono che nei prossimi anni gli effetti saranno negativi.

 

PressGiochi

Fonte immagine: https://it.depositphotos.com

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