01 Ottobre 2022 - 15:29

Tassa dei 500 mln. Pirrello (Agge Sardegna): “Alla fine l’elefante partorì un topolino”

L’associazione Agge Sardegna interviene in merito alla pronuncia odierna della Corte di Giustizia dell’Unione europea sull’addizionale dei 500 ml prevista sulla filiera degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro

22 Settembre 2022

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L’associazione Agge Sardegna interviene in merito alla pronuncia odierna della Corte di Giustizia dell’Unione europea sull’addizionale dei 500 ml prevista sulla filiera degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro dalla legge di Stabilità 2015.

“Alla luce di quanto precisato dalla Corte – afferma il Presidente Francesco Pirrello – la questione torna ai dubbi iniziali di quando fu imposta la tassa. Ovvero che il prelievo, se dovuto, deve essere esclusivamente a carico dei “soli” Concessionari così come stabilito dalla recente pronuncia del Consiglio di Stato.

Come Presidente dell’A.G.G.E. Sardegna confermo quanto già consigliato in passato a soci ed interessati: di non pagare nulla e nel caso avessero già provveduto, di chiedere formalmente ai propri Concessionari la restituzione delle somme indebitamente già versate” conclude Pirrello.

 

I giudici comunitari – che oggi hanno emesso la sentenza – riconoscono che uno Stato non può imporre restrizioni alla libertà di stabilimento “sulla scorta di obiettivi fondati esclusivamente su considerazioni attinenti al miglioramento delle finanze pubbliche”.

Spetta però al giudice nazionale il compito di dimostrare che la tassa dei 500 milioni “comporta una restrizione della libertà garantita dal medesimo articolo 49 TFUE”.

Secondo la Corte inoltre non viene violato il principio del legittimo affidamento in sé, il Governo infatti può adottare “una normativa nazionale che riduca temporaneamente, durante la vigenza di convenzioni di concessione concluse tra delle società e l’amministrazione dello Stato membro di cui trattasi, il compenso dei concessionari pattuito nelle suddette convenzioni”. Tuttavia è necessario riconoscere ai concessionari “il tempo necessario per adeguarsi a questa nuova situazione”, “tenuto conto dell’ampiezza dell’impatto di tale riduzione sulla redditività degli investimenti effettuati dai concessionari, nonché dell’eventuale carattere improvviso e imprevedibile di tale misura”. Anche su questo la questione torna ai giudici italiani.

 

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