01 Ottobre 2022 - 15:45

Tassa dei 500 mln. Avv. Giacobbe: “La CGE non aiuta a risolvere i contenziosi tra concessionari e gestori”

“E’ una sentenza che lascia ancora aperta la partita in Consiglio di Stato, soprattutto non aiuta a risolvere nell’immediato i tanti contenziosi ancora aperti tra concessionari e gli altri soggetti

22 Settembre 2022

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“E’ una sentenza che lascia ancora aperta la partita in Consiglio di Stato, soprattutto non aiuta a risolvere nell’immediato i tanti contenziosi ancora aperti tra concessionari e gli altri soggetti della filiera per dividere il peso della tassa”.

Così Luca Giacobbe, dello studio Giacobbe, Tariciotti & Associati, commenta a PressGiochi la sentenza che la Corte di Giustizia ha appena emesso sulla tassa dei 500 milioni. Anche perché la tassa ancora non è stata interamente pagata: “I concessionari hanno pagato la loro quota, i gestori ed esercenti non interamente e pendono numerosi contenziosi in ambito civile. Non tutti i gestori e non tutti gli esercenti infatti risultano aver corrisposto la quota di loro spettanza. E magari molti di questi operatori non esistono più, sono passati ben sette anni e in questo arco di tempo lo scenario è cambiato radicalmente”.

Sui contenuti della sentenza: “I giudici comunitari hanno sostanzialmente rimesso la decisione finale al Consiglio di Stato, affermando comunque un principio interessante. Ovvero che una restrizione alla libertà di stabilimento non può essere giustificata da soli motivi di finanza pubblica. L’Avvocatura ha cercato di richiamare un fine generale di lotta alla criminalità organizzata, ma questo presunto obiettivo non ha pesato molto. Anche perché nella norma si affermava inequivocabilmente che l’obiettivo era altro cioè migliorare gli obiettivi di finanza pubblica. La decisione finale viene lasciata ai giudici nazionali ma comunque la CGE fissa dei limiti piuttosto netti”.

Sulla questione del legittimo affidamento, invece, “la Corte segue la scia delle sentenze degli ultimi anni: le varie concessioni lasciano sempre all’ente regolatore e al legislatore la possibilità di aggravare le condizioni anche se la questione va affrontata con riguardo alla fattispecie concreta”.

La Corte tuttavia pone una condizione: ai concessionari deve essere lasciato il tempo per adeguarsi al nuovo regime: “è innegabile che la tassa sia stata applicata in maniera repentina e imprevedibile e che solo dopo si è resa necessaria la rinegoziazione tra gli operatori della filiera” osserva Giacobbe, “al contempo occorre vedere quanto peso darà il giudice nazionale al fatto che il prelievo sia stato applicato per un solo anno (2015)” conclude Giacobbe.

PressGiochi