12 Agosto 2020 - 14:39

Eurispes: il Bingo tra crisi del gioco legale e Covid19

Per lunghe settimane, a causa della pandemia, la fruizione del gioco pubblico si è ridotta all’acquisto dei Gratta e Vinci. L’unico segmento che non ha risentito dei provvedimenti restrittivi è

09 Luglio 2020

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Per lunghe settimane, a causa della pandemia, la fruizione del gioco pubblico si è ridotta all’acquisto dei Gratta e Vinci. L’unico segmento che non ha risentito dei provvedimenti restrittivi è quello del gioco online, anche se il comparto scommesse sportive, che ne rappresenta parte consistente, a sua volta ha patito lo stop delle discipline e dei campionati più seguiti, anche essi sospesi a causa della pandemia.

 

Come riporta la ricerca realizzata dall’Eurispes, dal titolo ‘Il Bingo nella crisi del gioco legale in Italia: rischi e prospettive dell’offerta più “social” della galassia gioco’ presentata questa mattina, con il primo di luglio si è concluso il processo che ha portato alla riapertura delle Sale Bingo su tutto il territorio nazionale. L’iter che ha condotto alla ripartenza ha visto nella tempistica una difformità da regione a regione, e comunque in alcune aree del Paese l’offerta del Bingo è stata l’ultima ad essere nuovamente autorizzata. Ciò è avvenuto malgrado con largo anticipo (in data 14 maggio 2020) tra le associazioni datoriali, tutte le società concessionarie del settore e le rappresentanze sindacali dei lavoratori del Bingo, fosse stato siglato un Protocollo Quadro d’intesa Misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19, valutato unanimemente assai rigoroso.

Il Protocollo prevede una ridistribuzione degli spazi, la ridefinizione dei percorsi all’interno delle Sale, le misure di distanziamento al momento dell’accesso e delle uscite, la quotidiana igienizzazione e sanificazione delle stesse. Inoltre, sono state istallate schermature anti-contagio e istituiti dei corner con materiali igienizzanti e di protezione; i lavoratori sono stati dotati di dispositivi di protezione individuale.

 

Le prossime settimane, ed i prossimi mesi, ci diranno se l’offerta del Bingo riuscirà di nuovo ad occupare la sua già limitata nicchia di mercato o se, in alternativa, si dovrà assistere ad una morìa di Sale, con conseguente impatto sull’occupazione che, come abbiamo illustrato, rappresenta una voce particolarmente rilevante in questa tipologia di gioco pubblico.

Come tutti gli altri settori imprenditoriali, i concessionari di gioco pubblico e, quindi, anche quelli del Bingo, attendono dal Governo chiarimenti ed interventi sulle misure di supporto, quali le coperture e le tempistiche dell’utilizzo della cassa integrazione guadagni per i loro numerosi dipendenti, i differimenti degli obblighi contributivi, i crediti d’imposta sui canoni di locazione delle Sale.

 

Specifica dell’area Bingo risulta l’esigenza di una congrua proroga (6 anni) delle concessioni, essenziale per poter riprogrammare l’attività finanziaria su un arco di tempo ragionevole; senza questo, o analogo provvedimento, i soggetti concessionari avrebbero difficoltà di rapporto con il sistema bancario per sostenere la necessaria liquidità. Inoltre, il settore ha avanzato la richiesta del differimento del versamento del prelievo erariale rispetto al momento del ritiro delle cartelle di gioco.

 

Secondo i dati consolidati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i volumi di gioco, nel 2018, hanno sfiorato i 107 miliardi di euro. Le giocate attraverso le Videolottery si sono attestate intorno ai 24,5 miliardi, quasi appaiate da quelle degli apparecchi AWP (24,06 miliardi). Le lotterie hanno superato i 9 miliardi e il Lotto gli 8 miliardi. I volumi del “gioco a distanza”, ovvero quello che si esercita attraverso il Web, hanno raggiunto i 31,439 miliardi, con una progressione che in un biennio li ha visti lievitare del 50%. Le condizioni che si sono create a partire dallo scorso marzo stanno già segnalando una ulteriore conquista di spazio del gioco on line, che si sta avvantaggiando della sostanziale “chiusura per Covid-19” delle offerte di gioco fisico.

 

I giocatori del Bingo, sempre nel 2018, hanno acquistato cartelle per 1.647 milioni di euro, di cui 1.519 milioni nel “Bingo di Sala”, e il valore residuo attraverso il “Bingo a distanza” (la ricerca Eurispes si occupa esclusivamente del gioco del Bingo cosiddetto “fisico”, praticato nelle Sale Bingo). La dimensione di nicchia occupata da questa tipologia di offerta è confermata dal fatto di rappresentare solo l’1,5% dei volumi complessivi di giocate del gioco pubblico.

 

L’Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes – impegnato nell’analisi dei trend e delle problematiche del gioco nel nostro Paese – che ha realizzato diverse ricerche territoriali (Puglia, Piemonte, Lazio) e nazionali, ha ritenuto utile studiare le caratteristiche del Bingo, poiché esse identificano un’offerta consona alla dimensione dell’intrattenimento, assicurano i maggiori livelli di sicurezza, determinano un pieno controllo del divieto di accesso ai minori, e generano minimi rischi di derive problematiche e patologiche nei giocatori, tutti aspetti poco noti o sottovalutati, specie dai decisori. Questi elementi configurano un quadro rassicurante all’interno del quale la dimensione di socializzazione mantiene uno spazio evidente, determinato dalla compresenza di molti giocatori, dal rapporto “fisico” con gli addetti alla gestione del gioco in Sala, dal limitato ruolo “strumentale” della tecnologia utilizzata per le estrazioni, dalla collocazione in spazi adeguati e salubri i cui standard assicurano una permanenza gradevole, arricchita dall’offerta di servizi collaterali di qualità, come la ristorazione. Inoltre, la Sala Bingo distribuisce altre tipologie di gioco pubblico, garantendo lo stesso elevato standard di sicurezza: da qui la definizione comunemente utilizzata di “Gaming Hall”.

L’organizzazione del Bingo assorbe tra gli 8.000 e i 10.000 addetti (una media intorno a 50 lavoratori per ognuna delle 203 Sale attive al 31 dicembre 2018), di cui circa il 60% donne generando, inoltre, un forte indotto. In relazione ai volumi complessivi del gioco pubblico e ai suoi riflessi occupazionali, il Bingo si caratterizza dunque per un assorbimento di forza lavoro significativamente più elevato rispetto alle altre tipologie di offerta.

 

 

La necessità di una riforma del settore

Un intervento organico di riforma dell’intero settore è invocato non soltanto dall’industria del gioco che necessita di regole chiare, certe ed uniformi, bensì è auspicato dalla stessa Commissione Parlamentare Antimafia che, nell’ambito della corposa relazione approvata il 6 luglio 2016, successivamente richiamata in quella conclusiva approvata nella seduta del 7 febbraio 2018, ha sottolineato che: «La Commissione auspica una riforma complessiva dei giochi, con l’emanazione di un testo unico, che ponga le premesse per un nuovo modello di governance della vigilanza nel settore dei giochi e delle scommesse, basata anche sulla centralizzazione di qualunque dato o informazione giudiziaria riguardante il gioco d’azzardo e l’infiltrazione criminale nel gioco legale».

 

 

PressGiochi