21 Settembre 2020 - 01:16

Termoli. Anche molte donne chiedono aiuto per la dipendenza al gioco

Altri dieci nuovi utenti sono in procinto di affrontare la cura e la riabilitazione. Il primo progetto partito a livello regionale a ottobre dello scorso anno, promosso dall’associazione no profit

26 Febbraio 2015

Print Friendly, PDF & Email

Altri dieci nuovi utenti sono in procinto di affrontare la cura e la riabilitazione. Il primo progetto partito a livello regionale a ottobre dello scorso anno, promosso dall’associazione no profit a cui fa capo la comunità Red di Montenero di Bisaccia gestita da Marco Luigi Orlando, in collaborazione con il Sert di Termoli diretto dal dottor Felice Simone e coordinato dalla psicologa Alessandra Ruberto continua a registrare richieste di aiuto, il segnale che la ludopatia, per cui il Molise detiene la maglia nera a livello nazionale, è sempre più un’emergenza da fronteggiare.
«L’età dei pazienti si è abbassata, i nuovi arrivi hanno per la maggior parte dai trenta ai 40 anni, e per la prima volta ci sono anche le donne – spiega la psicologa Alessandra Ruberto – chi ha seguito il primo ciclo continuerà il percorso di mantenimento. Sarà avviato anche il gruppo con i familiari».
Il progetto si svolge attraverso incontri settimanali di gruppo e percorsi individuali di psicoterapia.

Dai gratta e vinci, al lotto, dalle scommesse, dalle slot machine al win for life e videopoker, sono tante le forme di gioco che degenerano spesso nella dipendenza. E anche le istituzioni dovrebbero fare la loro parte per combattere questo fenomeno e fare rete. A Termoli, nel Consiglio comunale di oggi, sarà messa ai voti una mozione proposta dalla quinta commissione per l’adesione al manifesto dei sindaci contro le slot. «E’ una dichiarazione di intenti, un’iniziativa partita a livello nazionale un paio di anni fa. L’obiettivo è stimolare le amministrazioni che hanno potere di legiferare, a prendere provvedimenti, come quello di vietare che i circoli di scommesse sorgano vicino a luoghi sensibili, come le scuole o le chiese, o anche agevolare con una riduzione delle tasse i bar che non hanno al loro interno slot machine», spiega il presidente della quinta commissione Antonio Giuditta.

Il Molise non ha ancora approvato la legge contro la ludopatia. La bozza è approdata in quarta commissione: «C’è la necessità di una legge nazionale riguardo al gioco d’azzardo che sta rovinando migliaia di famiglie – aggiunge il consigliere regionale Carmelo Parpiglia – lo Stato incassa cifre spopositate, l’impresa del gioco d’azzardo fattura ogni anno 150 miliardi».
La proposta di legge regionale mette dei paletti, come l’obbligo di una distanza di almeno 500 metri delle sale da gioco da chiese, scuole, o centri sportivi. «E’ previsto inoltre, quando entrerà in vigore il provvedimento regionale, un aumento dello 0,10 per cento dell’aliquota Irap per quegli esercizi commerciali che continuano ad avere slot. Al contrario saranno premiati con agevolazioni fiscali coloro che decideranno di disfarsene. Speriamo che si possa arrivare presto all’approvazione della norma», l’auspicio di Parpiglia.

PressGiochi