06 Agosto 2020 - 09:21

Stabilità. Astro: “Necessaria contrattazione con tutti gli attori della filiera”

Dopo la pubblicazione di ieri da parte dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli dei decreti attuativi per l’applicazione al settore del gioco delle disposizioni contenute nella legge di Stabilità l’assoiciazione Astro

16 Gennaio 2015

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Dopo la pubblicazione di ieri da parte dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli dei decreti attuativi per l’applicazione al settore del gioco delle disposizioni contenute nella legge di Stabilità l’assoiciazione Astro ha voluto evidenziae alcuni aspetti del provvedimenti.

“Di straordinaria rilevanza – riporta la nota associativa – un passaggio di tale decreto in cui si evidenzia che “uno dei presupposti” per calcolare le modalità di versamento di tale somma da parte dei concessionari è la “tempistica necessaria per la contrattazione con tutti gli attori della filiera” , come per ricordare che la Legge non prevede “figli e figliastri”.

Ciò rende “solare” quanto da AS.TRO evidenziato – sin dall’inizio – in merito alla citata legge, ed in particolare:

  1. Senza contrattazione il concessionario ha una sola alternativa, che la sua posizione di soggetto passivo di imposta gli consente: o paga tutto lui o spegne il proprio circuito per impossibilità ad operare senza contratti ri-negoziati.
  2. D’altro canto, proprio la unicità dello strumento della rinegoziazione come strada per “spalmare” i 500 milioni su tutta la filiera (e comunque si insiste tutta, ovvero concessionari compresi), ESPONE il Concessionario ad una condizione di così spiccata aleatorietà, da poter sostenere la incostituzionalità della norma.

Ma a ciò si aggiunge la oggettiva presenza di “buchi” nella normativa che possono prestarsi all’aggravamento della situazione.

Da un lato, i punti vendita generalisti (bar, edicole, ma anche tabacchi) che dalle slot non traggono reddito insostituibile (ovvero ammortizzabile nella eventuale perdita con gli incentivi fiscali per “la rinuncia etica” alle slot, offerti da Comuni e Regioni) possono arroccarsi nella loro posizione, “imponendo” agli altri due operatori (gestori e concessionari) la poco rosea alternativa consistente nello sobbarcarsi l’onere, oppure ritrovarsi a pagare una tassa per una slot/VLT che non produrrà più alcun ricavo per nessuno.

Dall’altro lato, quegli operatori che riuscissero a far nascere e morire le slot/VLT nell’arco di tempo che va dal 2 di gennaio 2015 al 30 dicembre 2015 potrebbero allestire la più “singolare” delle concorrenze, ovvero quella che si fonda sulla “esenzione dal tributo”.

Queste considerazioni, unitamente a quelle già rappresentate in materia di condono per i CED-CTD depongono per una forte censura a carico dell’intero impianto normativo sul  “gioco pubblico” pensato nella legge di stabilità come “mero collettore erariale” .

PressGiochi