21 Settembre 2020 - 15:55

Stabilità alla Camera: emendamenti respinti a prescindere. Morando (Vicemin. Econ.): “Ogni modifica comporterebbe il rinvio al Senato del provvedimento”

Durante l’esame della legge di stabilità in terza lettura alla Camera dei deputati, sono state presentate 118 proposte emendative. Di queste, sono state ritenute integralmente irricevibili, in quanto non riferite

22 Dicembre 2014

Print Friendly, PDF & Email

Durante l’esame della legge di stabilità in terza lettura alla Camera dei deputati, sono state presentate 118 proposte emendative. Di queste, sono state ritenute integralmente irricevibili, in quanto non riferite a parti del testo modificate dal Senato, 17 proposte emendative.

Mauro Guerra (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, ieri pomeriggio in Commissione Bilancio ha invitato al ritiro i presentatori di tutte le proposte emendative riferite al provvedimento in esame, esprimendo altrimenti parere contrario. Lo stesso viceministro Enrico Morando, evidenziando di non aver avuto modo di valutare il merito delle proposte emendative presentate, avendo appena ricevuto il relativo fascicolo, ha espresso parere conforme a quello del relatore, in quanto l’approvazione anche di una sola di dette proposte comporterebbe il rinvio al Senato del provvedimento.

Tra le proposte riferite al settore dei giochi, numerose quelle presentate dal M5S. Sei presentate dall’onorevole Baroni – tutte respinte – nelle quali si chiedeva:

1) di incrementare da 10 mila euro a 20 mila euro l’importo che deve essere versato dai soggetti che offrono scommesse con vincite in denaro senza essere collegati al totalizzatore nazionale, per regolarizzare la propria posizione. Si evidenzia che il comma 643 prevede una sanatoria per il gioco d’azzardo illegale a fronte di versamenti in misura irrisoria, che sono anche compensati in sede di versamento dell’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse;

2) di intervenire sul condono in materia di gioco d’azzardo illegale disposto dal comma 643. Si sofferma, in particolare, sull’effetto diseducativo dei condoni, in questo come in altri settori, che inducono i cittadini a non rispettare le prescrizioni normative in attesa di successive sanatorie. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario della disposizione, si evidenzia la scarsità della somma richiesta per accedere al condono e gli effetti negativi, anche in termini di costi per il Servizio sanitario nazionale, del gioco d’azzardo patologico;

3) di sopprimere il trattamento di favore previsto dalla lettera e) del comma 643 per la regolarizzazione fiscale dei soggetti che accedono alla sanatoria per il gioco d’azzardo illegale;

4) evidenzia i rischi connessi alla diffusione delle ludopatie e ricorda che il testo unificato delle proposte di legge C. 101 ed abbinate, per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico, è tuttora in attesa del parere della Commissione bilancio per problemi inerenti alla copertura finanziaria. Si sottolinea al riguardo che l’emendamento in esame propone il versamento dell’1 per cento della raccolta del gioco con newslot e videolottery per pubblicizzare i rischi di dipendenza dal gioco d’azzardo;

5) di incrementare di 300 milioni di euro la base d’asta per la concessione del gioco del Lotto automatizzato e degli altri giochi numerici, e si raccomanda l’approvazione, in considerazione dei rilevanti interventi che potrebbero essere realizzati con questo importo;

6) di sopprimere il comma 650, il quale demanda a decreti ministeriali l’adozione di misure di sostegno dell’offerta di gioco. Si osserva al riguardo che il Governo sembra considerare il gioco esclusivamente come fonte di entrate e non per i suoi aspetti sociali.

Uno, l’emendamento proveniente da Giovanni Paglia del SEL diretto ad escludere la possibilità, che le società concessionarie del gioco del Lotto e degli altri giochi numerici abbiamo sede legale al di fuori dell’Italia, purché nell’ambito dello Spazio economico europeo. “In tal modo, – spiegano dal sel – sarebbe consentito alle suddette società di non pagare imposte in Italia”. Anche quest’ultimo emendamento è stato respinto dalla Commissione per i motivi sopra esposti dal viceministro Morando.

PressGiochi