14 luglio 2020
ore 19:21
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Scarzani (Astro): “Al Gestore si chiede di fallire negandogli anche il diritto di protestare”

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Scarzani (Astro): “Al Gestore si chiede di fallire negandogli anche il diritto di protestare”

“Che il parassita non lavori è una delle tante credenze popolari che confonde la verità. Non c’è pianta più laboriosa dell’edera, la quale nel perfetto contesto della biologia ha anch’essa il suo perché, all’interno del disegno complessivo della natura. Il gestore sarebbe un parassita perché non ha “il rischio” della posizione di garanzia del PREU e nulla farebbe per la raccolta di gioco lecito ? E’ un’altra “baggianata” che merita una evidente bocciatura di chi la sostiene”. A parlare questa volta è Emiliano Scarzani del Comitato di Presidenza Astro che in una nota diramata dall’associazione critica le accuse al settore dei giochi troppo spesso diretti alla figura del gestore, anello fondamentale della filiera.

“Vediamo come funziona “nella realtà” la raccolta di gioco legale e poi vediamo chi “rischia” in proprio e chi, invece, rischia solo di guadagnare tanto piuttosto che tantissimo. Ieri ho richiesto al Concessionario un nulla osta di messa in esercizio per una new slot comprata e pagata 2500 euro + I.V.A (a perdere, perché nel gioco così funziona), e dopo aver versato i 100 euro che lo Stato incamera per “la firma” dell’autorizzazione, ho immobilizzato 1.500 euro per corredare il congegno con una fideiussione a prima richiesta, oltre ad altri 1.000 per dotare gli hopper della new slot della cassa iniziale. Quella “new slot” richiede, poi, 1/30 di dipendente della mia azienda, posto che il mantenimento in efficienza del congegno impone una aliquota di “lavoro materiale” non eliminabile, cui si aggiunge l’attività di esazione/raccolta. Il congegno non è ancora acceso ma lo Stato ha già incamerato 550 euro di IVA e 100 euro di diritti amministrativi, oltre ad aver acquisito “gratis” (tramite il suo concessionario) una copertura fideiussoria che lo manleva da ogni rischio di mancata percezione del PREU (1.500 euro, infatti, equivalgono al PREU di una raccolta di c.a. 12.000 che mediamente si genera in un periodo talmente superiore a quello della tempistica di trasferimento del residuo al Concessionario, da evitare il rischio di “sparizione” del tributo). Dal momento in cui “accendo” l’apparecchio, poi, mi auspico una raccolta di gioco (COIN IN) di circa 6.000 euro/mese, di cui 4440 vanno in vincite ai giocatori, 810 allo Stato (visto che anche AAMS è Stato). Con i 750 rimasti, si remunera la filiera composta da Concessionari, Gestori, e punti vendita. Non entro nel dettaglio su quello che spetta o dovrebbe spettare agli altri, ma a quel “coraggioso” che la new slot l’ha comprata non serve una due diligence per capire la sua soglia di break even. Sotto i 350 euro/mese non si “gestisce” l’impatto economico-finanziario: • dell’immobilizzo di capitale, • degli oneri bancari (perché la fideiussione costa anche se “coperta” per pari importo, come costa pure far contare le monete alla banca, che “poverina” non le può accettare se non dopo essersi fatta pagare per averle contate). • del personale, • dell’ammortamento cespite, • dell’accantonamento per sinistri (furti, rapine, malfunzionamenti e guasti), • della “quota parte” di costo aziendale “fisiologico” che detta slot richiede, • della “quota parte” di costo aziendale “fisiologico” che detta slot comporta nell’ambito del mantenimento dell’area di gioco nel punto vendita. E fino a qui siamo a ricavo zero! Marginalità operativa zero! L’azienda si limita al pareggio tra quello che le entra e quello che le esce. La perdita è quindi garantita, come “simpatica” conseguenza delle normative fiscali e dei rispettivi criteri di valutazione dei costi complessivi. L’emendamento Governativo, nel definire parassiti i proprietari di slot e i punti vendita, giudica “sostenibile” un “sacrificio” di 500 milioni di euro sui ricavi della filiera, che prescinde da quanto questa realizzerà (ovvero da quanto sarà quella raccolta 2015 che ordinanze sindacali, leggi regionali, crisi economica, e offerte di gioco illegale, abbatteranno impietosamente). Quanto incidono 500 milioni sui ricavi di filiera (awp + vlt ) ? Il volume di affari del settore è pari a c.a. 4 miliardi di euro (3 dalle awp + 1 dalle Vlt). Una “sottrazione” di ricavo complessivo che oscillerà tra l’11 e il 13% (indipendentemente dalla “quota” che a ciascuno toccherà per vie delle dinamiche che si affermeranno sul mercato), rende il gestore proprietario delle new slot un soggetto “schiacciato”. La compressione reddituale è infatti insostenibile poiché non ammortizzabile dall’abbassamento dei propri costi fissi. Non si può certo chiedere: • ai dipendenti, di ricevere lo stipendio ogni 3 mesi e di lavorare 20 ore al giorno con medesima retribuzione e performance, al fine di eliminare il 25% della forza lavoro; • ai fornitori essere pagati a 3 anni piuttosto che a vista fattura, • alle banche di venirsi a prendere le monete gratis in azienda e di “dimezzare tutti i costi e gli oneri”, Queste sono condizioni che solo una azienda in procinto di fallire potrebbe attuare al mero fine di chiudere con il concordato, ma non certo con la pretesa di elevarle a standard. Al gestore si chiede quindi (e neppure troppo gentilmente) di fallire, negandogli persino il diritto di protestare, posto che nessuna dignità può essere accordata ad un “parassita”. PressGiochi

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