25 Settembre 2020 - 05:12

Sanatoria CTD: anche B2875 si astiene

B2875 ha inviato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) un atto di significazione evidenziando le criticità e la contraddittorietà, rispetto ai principi comunitari più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, della “regolarizzazione fiscale”

02 Febbraio 2015

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B2875 ha inviato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) un atto di significazione evidenziando le criticità e la contraddittorietà, rispetto ai principi comunitari più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, della “regolarizzazione fiscale” prevista dalla Legge di Stabilità 2015.

L’intervento adottato dal Legislatore, risolvendosi in una sanatoria fiscale parziale, e lasciando immutato l’attuale quadro normativo, ivi compreso quello relativo ai profili di responsabilità penale, non garantisce alcuna tutela attuale e futura per il bookmaker e per i CTD. Inoltre, tale iniziativa è di impossibile o, comunque difficile realizzazione tecnico-informatica, per via dei sistemi previsti da ADM per il collegamento al totalizzatore nazionale.

B2875 ha manifestato il proprio impegno a rispettare talune previsioni commerciali richieste da ADM (in particolare quelle relative al palinsesto e al pagamento massimo delle vincite, ossia alla normativa antiriciclaggio), riservandosi per il resto di agire dinanzi alle competenti sedi, nazionali e comunitarie, per la difesa degli interessi del bookmaker e dei CTD, dando a tal fine mandato ai propri legali. Unica strada, questa, realisticamente percorribile rispetto a dichiarazioni di adesione alla sanatoria inevitabilmente destinate a scontrarsi con le contraddizioni delle norme e con le pronunce dei giudici italiani e comunitari.

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