05 Dicembre 2022 - 14:36

Rendiconto 2021 e Assestamento 2022. Giacometto (FI): “Incrementano le entrate derivanti dal prelievo erariale sugli apparecchi e congegni di gioco”

Ieri l’Assemblea della Camera dei Deputati ha iniziato la discussione sulle linee generali dei ddl recanti il Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2021, che è il documento contabile

02 Agosto 2022

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Ieri l’Assemblea della Camera dei Deputati ha iniziato la discussione sulle linee generali dei ddl recanti il Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2021, che è il documento contabile attraverso il quale il Governo rende conto al Parlamento dei risultati e della gestione del bilancio, e dell’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2022 e che ha lo scopo di aggiornare, a metà esercizio, le previsioni di bilancio formulate a legislazione vigente anche sulla scorta dell’accertamento dei residui attivi e passivi, si conclude una fase del ciclo di bilancio.

L’On. Carlo Giacometto (FI), ha dichiarato che dall’analisi dei dati definitivi forniti dal rendiconto dello Stato del 2021, se confrontati con quelli del 2020, emergono con chiarezza i risultati ottenuti. Il prodotto interno lordo del nostro Paese ha registrato un incremento di circa 123 miliardi in termini assoluti, ponendoci ormai ai livelli pre-COVID del 2019. Siamo passati da 1652 miliardi di prodotto interno lordo del 2020, che aveva scontato una caduta dell’8,9 per cento, se non ricordo male, rispetto all’anno precedente, ai 1775 miliardi in termini assoluti del 2021, un livello che è sostanzialmente identico a quello del 2019. Il saldo netto da finanziare presenta nel 2021 un valore negativo di circa 187,7 miliardi, con un miglioramento di oltre 83 miliardi rispetto al saldo registrato nel 2020. Tale miglioramento è frutto di un aumento delle entrate finali di circa l’11,7 per cento e di una lieve riduzione delle spese finali di circa il 2 per cento. Se confrontato con le previsioni iniziali, che indicavano un valore negativo del saldo netto di circa 193,5 miliardi, il miglioramento complessivo è pari a circa 5,8 miliardi. Il risparmio pubblico, poi, si assesta nel 2021 a 65 miliardi circa, con un miglioramento di 40 miliardi rispetto al 2020. Infine, il dato del ricorso al mercato finanziario – anch’esso un dato sostanzialmente positivo rispetto alle previsioni – si attesta nel 2021 a meno 425 miliardi circa, evidenziando un miglioramento di 82 miliardi rispetto al 2020, anno in cui si sono susseguiti evidentemente numerosi interventi per arginare le restrizioni economiche che hanno determinato evidentemente una caduta del PIL di oltre 56,3 miliardi rispetto alle previsioni iniziali.

Ha poi aggiunto che per quanto riguarda l’assestamento di bilancio per l’anno in corso, anche in questo caso i dati che emergono sono positivi; dati ulteriormente confermati dalla recente rilevazione sulla crescita del PIL. L’ISTAT, infatti, qualche giorno fa ha indicato una crescita, secondo alcuni osservatori anche un po’ a sorpresa, per il secondo trimestre dell’1 per cento circa, che, sommata allo 0,1 del primo trimestre, determinerà – si può dire già oggi – a fine anno un più 3,4 per cento per tutto il 2022, che è un dato che aumenta di qualche punto decimale rispetto alle previsioni, per esempio, del Fondo monetario internazionale, le quali, se non ricordo male, ponevano come crescita per il 2022 dell’Italia circa il 2,9 per cento.

Ha inoltre dichiarato che le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio. Il saldo si attesta ad un valore di meno 162,5 miliardi, rispetto ad una previsione iniziale di meno 202 circa, risultante appunto dalla legge di bilancio. La buona notizia è che questo scostamento di bilancio non è finanziato ricorrendo ad ulteriore deficit.  Questa entità, questo valore, questi 14,3 miliardi serviranno ad integrare, con il prossimo “decreto Aiuti” che dovrebbe arrivare, i 33 miliardi che con i decreti precedenti sono stati stanziati e impiegati per tentare di difendere il potere di acquisto degli italiani a fronte di un’inflazione, che, come vediamo, ha dei numeri importanti.

Ha aggiunto che l’aumento delle entrate per complessivi 49,3 miliardi di euro è dovuto per 10,5 miliardi alle variazioni per atto amministrativo, e per 38,8 miliardi alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento, che interessa principalmente le entrate tributarie per circa 25,7 miliardi. L’incremento complessivo del gettito di competenza atteso delle entrate tributarie deriva dall’aumento delle imposte dirette per 15,6 miliardi di euro, collegato ad una previsione più favorevole di tutti i principali tributi, e dall’aumento delle imposte indirette per 10,1 miliardi di euro, collegato in gran parte all’incremento dell’IVA, in particolare sugli scambi interni e sulle importazioni, e dalle entrate derivanti dal prelievo erariale sugli apparecchi e congegni di gioco. Ha poi aggiunto che il risparmio pubblico registra un miglioramento di circa 38 miliardi rispetto alla previsione iniziale. I dati relativi al ricorso al mercato evidenziano un rendimento positivo per oltre 47 miliardi, passando da una previsione iniziale di circa 480 miliardi ad una di circa 432.

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