25 Settembre 2020 - 18:38

Regione Umbria. Palazzo Chigi decide di non impugnare la legge per il contrasto al gioco patologico

Il Consiglio dei Ministri che si è riunito ieri a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha deciso la non impugnativa sulla legge della Regione Umbria recante “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”.

21 Gennaio 2015

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Il Consiglio dei Ministri che si è riunito ieri a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha deciso la non impugnativa sulla legge della Regione Umbria recante “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”.

Dopo aver approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per il sistema bancario e gli investimenti, su proposta del Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Maria Carmela Lanzetta, il Consiglio dei Ministri ha esaminato trentaquattro leggi delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano.

Tra queste anche la legge regionale dell’Umbria. Un provvedimento che è il risultato di tre differenti proposte aventi come tema comune il contrasto al gioco d’azzardo provenienti da vari esponenti della politica regionale umbra: la prima redatta da Sandra Monacelli (Udc), la seconda da Oliviero Dottorini (Idv) e la terza dai consiglieri Franco Zaffini, -Alfredo De Sio, Andrea Lignani Marchesani (FdI) unitamente a Massimo Mantovani, Massimo Monni (Ncd) e Maria Rosi (FI).

Le finalità della legge sono quelle di prevenire l’insorgere di dipendenza da gioco e contrastare il gioco d’azzardo patologico, sostenendo le persone affette da tale patologia e le loro famiglie attraverso un aiuto da parte delle strutture sanitarie, l’istituzione di un numero verde per segnalare le problematiche, il coinvolgimento e la formazione di associazioni e operatori del settore, l’informazione estesa a cominciare dalle scuole, la distanza di almeno 500 metri delle nuove sale da gioco da scuole, centri per anziani e altre strutture vulnerabili.

PressGiochi