01 Ottobre 2020 - 02:08

Pirrello (Agge Sardegna): “Ridimensionare il ruolo dei concessionari, riabilitando la figura del gestore”

“Sono passati circa 2 mesi dall’entrata in scena dell’A.G.G.E. Sardegna in campo nazionale e qualcosa sembra muoversi nello scenario dell’automatico da intrattenimento. Mai come in questo periodo l’attività associativa ha

24 Febbraio 2015

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“Sono passati circa 2 mesi dall’entrata in scena dell’A.G.G.E. Sardegna in campo nazionale e qualcosa sembra muoversi nello scenario dell’automatico da intrattenimento. Mai come in questo periodo l’attività associativa ha destato particolare entusiasmo e voglia di rivincita negli addetti ai lavori, gestori, operatori ed esercenti titolari dei pubblici esercizi riguardo quanti nell’indifferenza ed ignoranza in materia ne confondono e screditano l’importanza del ruolo.

Con queste parole il presidente dell’associazione Agge Sardegna Francesco Pirrello commenta l’azione intrapresa a tutela della figura del gestore di apparecchi da gioco. “E pensare – continua – che e’ grazie a questi soggetti che la riforma attuata dalla Stato in materia di gioco legale ha prima preso corpo e di seguito raggiunto traguardi inimmaginabili. Intorno al comparto gioco da intrattenimento a premio (awp) ruotano una miriade di piccole e medie imprese che autonomamente e senza alcun contributo producono redditività soprattutto per il Paese avendone in cambio spesso e volentieri emarginazione e disprezzo. In un scenario simile trova giustificazione l’ennesima trovata di applicare una sorta di addizionale/patrimoniale (tra l’altro retroattiva) per apparecchio andando ad incidere negativamente nei gia’ ridotti – contingentati e virtuali aggi lavorati con impegno e professionalità che in alcuni casi superano la soglia delle spese sostenute all’uopo. Nonostante ciò, in barba alla riservatezza circolano voci (bozze) tali da creare ulteriore allarmismo in merito ad una prossima manovra (delega fiscale) che di fatto sancirà definitivamente la fuoriuscita dal mercato del lavoro di tutte le piccole e medie aziende in ossequio a tre principi fondamentali:

la necessità impellente di fare cassa;

tenere in piedi il sistema concessorio;

una diminuzione dell’offerta gioco a garanzia e protezione delle fasce piu’ deboli;

ora considerazioni di parte a (parte) il primo punto per dirla “franca” contrasta con gli altri due in quanto come risaputo commercialmente, a prescindere dalla materia prima, nella fattispecie maggiore è l’offerta gioco maggiori sono gli introiti conseguenti, sebbene da affermazioni apparse sui siti specializzati, parrebbe che in sintonia ad un certo populismo da sempre ostile al settore, salvo quando usato come bancomat, si voglia illudere coloro che (forse in buona fede) credono che la causa di tutti i mali siano le slot machine regolari dal costo massimo di un euro a partita e che possono vincere massimo 100 euro, che non convenga piu’ limitarne l’utilizzazione ma sia meglio sostituirle con altre tipo vlt 500 mila volte più d’azzardo magari nascoste in apposti spazi riservati, dove la gente più rovinarsi anonimamente.

Sul secondo punto (cronache scandalistiche a parte e contenziosi ancora aperti) tenere in piedi tredici concessionari per garantire sia il mercato libero che il gettito erariale e’ la barzelletta del secolo in quanto basterebbe solo verificare come si sono sempre allineati e coperti (anche in merito a quest’ultima addizionale con connessa rinegoziazione unilaterale) per destare più che normali sospetti non solo all’antitrust, ma anche agli ingenui e sprovveduti come me. Inoltre se occorre sostituire la awp con le vlt per aumentarne il controllo implicitamente si vorrebbe dire che allo stato attuale il sistema e poco affidabile! Ritengo sia giunto il momento di ridimensionare il ruolo dei concessionari limitandone l’attività al solo controllo della conformità degli apparecchi collegati ed alla trasmissione e verifica dei dati contabili, riabilitando la figura del gestore quale soggetto passivo d’imposta.

Il terzo punto e’ in simbiosi con il primo e per quanto sopra esposto spero non sia dettato da un disegno premeditato ma che sia frutto di pura e semplice incompetenza in materia.

Detto ciò il settore giovedì 26 febbraio può dare prova insieme agli esercenti di quanto sia fondamentale ed insostituibile il ruolo di “precari” loro attribuito. Pertanto nell’esortare tutti indistintamente all’astenersi dalla raccolta delle giocate in sintonia con gli esercenti ed utenti in segno di protesta per le ragioni sopra esposte. Termino ringraziando tutti i soci e simpatizzanti A.G.G.E. Sardegna, i responsabili delle associazioni di categoria degli esercenti dei pubblici esercizi – i responsabili dei centri di rappresentanza A.G.G.E. Sardegna – in particolare il collega Fabio Gessa – il coordinatore nazionale a.g.g.e. lazio (associazione gestori giochi elettronici del lazio) Alessandro Cilimberto – gli attivisti – i movimenti spontanei – gli esercenti e quanti direttamente e/o per tramite ci hanno dimostrato fiducia e consenso in questa nostra iniziativa.

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