27 Novembre 2022 - 03:28

Osservatorio partite Iva: tra gennaio e settembre aperte 456 nuove attività nel settore gaming. Erano 615 nel 2019 e oltre mille nel 2017

Nel terzo trimestre dell’anno in corso sono state aperte 94.080 nuove partite Iva con una flessione del 12,4% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. È quanto emerge dalla consueta

11 Novembre 2022

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Nel terzo trimestre dell’anno in corso sono state aperte 94.080 nuove partite Iva con una flessione del 12,4% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

È quanto emerge dalla consueta sintesi dell’Osservatorio delle partite Iva, del dipartimento delle Finanze.

Sono state 42 a luglio, 18 ad agosto e 52 a settembre, le nuove attività connesse al settore delle lotterie, scommesse e case da gioco che hanno preso il via in Italia nel terzo trimestre 2022. Se luglio segnava un -6,6% rispetto a luglio 2021, agosto ha registrato il -5,6% e settembre un +23,8% rispetto al 2021.

Nel complesso, nel terzo trimestre 2022 sono state aperte 112 nuove partite Iva nel settore gaming. Il totale di PI aperte dall’inizio dell’anno ammonta a 456.

Pensare che nei primi nove mesi del 2018 erano ben 685 le nuove partite Iva aperte nel settore, dato in flessione di 300 unità rispetto al 2017 quando erano state aperte nei primi nove mesi dell’anno addirittura 1000 attività.

Guardando le statistiche dell’Osservatorio a livello generale, la distribuzione per natura giuridica mostra che il 69,7% delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 21,8% da società di capitali, il 2,8% da società di persone; la quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” rappresenta il 5,6% del totale delle nuove aperture. Rispetto al terzo trimestre del 2021 il calo di aperture è quasi generalizzato: -56,3% dei non residenti, -8,5% le società di persone, -7,8% per le persone fisiche, -5,2% per le società di capitali.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 47,7% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,2% al Centro e il 30,6% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia che i principali decrementi di avviamenti sono avvenuti in Friuli V.G. (-30,8%), Molise (-21,2%) e Lombardia (-19,5%); l’unico territorio in attivo è la Valle d’Aosta (+2,2%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio registra sempre il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 20% del totale, seguito dalle attività professionali (17%) e dalle costruzioni (10,4%). Rispetto al terzo trimestre del 2021, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione (+21,5%), nei trasporti (+15,6%) e nelle attività artistico-sportive (+10%). Le diminuzioni più rilevanti si registrano nell’agricoltura (-30,5%), nel commercio (-30,2%) e nell’edilizia (-15,1%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra una sostanziale stabilità: (maschi al 60,8%). Il 50,7% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 30,3% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. In confronto al corrispondente periodo dello scorso anno tutte le classi mostrano un calo di avviamenti: dal -4,2% della classe più giovane al -19,7% della più anziana. Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 22,4% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.

Nel periodo in esame 44.713 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 47,5% del totale delle nuove aperture, con una flessione del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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