30 Gennaio 2023 - 02:04

Nuovo boom dei casino games. Carboni (Egla): “Merito della digitalizzazione, ormai è irreversibile”

“I casino games proseguono in una crescita che sembra non avere fine. Nel 2019, prima del Covid, i ricavi valevano 831 milioni di euro, poi sono passati a 1,2 miliardi nel 2020. Si pensava fosse effetto della pandemia, ma il trend è proseguito anche dopo: i ricavi sono arrivati a quasi 1,8 miliardi nel 2021, e adesso hanno superato il traguardo dei 2 miliardi.”

11 Gennaio 2023

Print Friendly, PDF & Email

“I casino games proseguono in una crescita che sembra non avere fine. Nel 2019, prima del Covid, i ricavi valevano 831 milioni di euro, poi sono passati a 1,2 miliardi nel 2020. Si pensava fosse effetto della pandemia, ma il trend è proseguito anche dopo: i ricavi sono arrivati a quasi 1,8 miliardi nel 2021, e adesso hanno superato il traguardo dei 2 miliardi. Il Covid c’entra fino a un certo punto, ha sicuramente accelerato il processo di digitalizzazione. Ma bisogna sottolineare anche che questa accelerazione non ha riguardato tutto il gioco online. E che per i casinò online hanno influito anche altri fattori”. Come spiega a PressGiochi Giovanni Carboni – fondatore di EGLA, European Gambling Lawyers and Advisor – “questo segmento è ormai talmente forte da aver assorbito anche gli appassionati di slot e vlt, da sempre refrattari a migrare online”.

Com’è stato il 2022 per i casino games?

“Il bilancio dei giochi di casino online nel 2022 è molto buono. È il gioco che è cresciuto di più nel 2022, a parte il betting exchange e i giochi numerici a totalizzatore che hanno valori assoluti modesti. La spesa totale dei giochi di casino supera 2 miliardi di euro nel 2022, pari al 52% del totale del gioco online. Inoltre, la crescita, in particolare nel secondo semestre, è stata solida e regolare. È trascinata dalle slot online che stimiamo pari a tre quarti del totale e dai giochi live”.

Cosa sta spingendo la crescita?

“La pandemia ha decisamente accelerato in Italia il naturale processo di digitalizzazione anche nel gioco, come in altri settori, cioè la migrazione del consumatore verso il gioco online. Il fenomeno è strutturale ed irreversibile. È stato trainato dal settore del betting, attuando il multi-channel, di cui prima si parlava molto e si faceva poco. Bisogna anche sottolineare però che il trend positivo dei casino games non riguarda tutto il gioco online: per i giochi di abilità, cioè poker a torneo e altri skill, e per i giochi di carte tra giocatori, cioè il poker cash, l’andamento è ben diverso”.

Qui però intervengono anche altri fattori…

“In totale tutti questi giochi nel 2022 hanno raggiunto una quota di mercato del 4,4%, mentre il poker a livello mondiale ha il 7%. Il poker è sostanzialmente una nicchia in tutto il mondo, ma in Italia c’è un ulteriore problema: il nostro è ormai l’unico mercato segregato. Infatti, tutti i nuovi mercati europei regolati, ad esempio la Germania, consentono la liquidità condivisa, quella internazionale, non più solo quella circoscritta a pochi mercati europei”.

AWP e VLT non sembra stiano vivendo un momento particolarmente positivo: nel 2021 hanno subito un ulteriore calo e forse solo questo anno si vedono segnali di ripresa. Ma è ipotizzabile che una parte di questi giocatori si sia spostata online?

“In passato, fino a cinque anni fa, sostenevo che non c’erano migrazioni ed osmosi tra i due mercati, ora è diverso. A seguito delle ripetute penalizzazioni subite dal settore delle AWP e VLT, della digitalizzazione di cui ho parlato prima e della pandemia, ritengo che ci siano segmenti del mercato dei giocatori di AWP e VLT, soprattutto se giocatori anche di scommesse, che giocano le slot online”.

I concessionari spesso puntano il dito contro il divieto di pubblicità, quanto pesa effettivamente?

“Ritengo che l’impatto del divieto di pubblicità sul volume totale del gioco sia stato relativamente contenuto. I budget si sono spostati su altri strumenti di marketing, che in questi 3 anni dall’introduzione del divieto sono stati sviluppati con notevole creatività. Il decreto Dignità ha però avvantaggiato da un lato gli operatori già dominanti e dall’altro le strategie di sviluppo attraverso i punti di vendita e ricarica, mentre ha reso quasi impossibile conquistare quote di mercato per i nuovi entranti. Il mercato dell’offerta è perciò piuttosto stabile, i primi dieci del mercato sono gli stessi di 3 anni fa, anche se le performance sono state diverse ed il loro ranking è cambiato”.

PressGiochi