29 Settembre 2020 - 00:15

Liguria. Presto aprirà una casa di recupero per giocatori patologici

Il posto è segreto. Si sa solo che aprirà a Sarzana e sarà una novità assoluta. E sì perché la prima casa di recupero per giocatori d’azzardo della Liguria nascerà

03 Marzo 2015

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Il posto è segreto. Si sa solo che aprirà a Sarzana e sarà una novità assoluta. E sì perché la prima casa di recupero per giocatori d’azzardo della Liguria nascerà nel verde della Val di Magra avamposto locale contro la febbre delle scommesse. Parte con lo stesso principio utilizzato per i centri che strappano i tossicodipendenti dalla dose. L’ha studiata Don Franco Martini, direttore di Cometa, consorzio di cooperative sociali impegnate nel volontariato e nella lotta agli abusi di sostanze. “E’ un passo necessario. La ludopatia è ormai una piaga in città. C’è gente che si rovina”, commenta Don Martini.

Adesso il nemico è il gioco. E i numeri fanno paura. Un recente report Cometa censisce 1.500 giocatori patologici nello Spezzino. Cifra che schizza a 7mila persone se si considerano quelli a rischio. E ancora: 1.895 macchinette slot che fanno una media di ogni 120 abitanti. “Solo il 10% dei giocatori compulsivi pensa a terapie di recupero. Al momento noi e l’Asl curiamo 188 persone”, rivela. Ma chi sono? “Il 30% donne. Tra le professioni dominano le operaie e pensionati (54%). Il resto sono disoccupati o lavoratori autonomi tutti preda dei Gratta e Vinci, delle scommesse on line o delle slot”. Dei volenterosi che vogliono dire basta Cometa ne segue 81 con tre gruppi di recupero partiti un paio di anni fa. Due sono alla Spezia. L’altro è a Sarzana. “Puntiamo sulla psicoterapia individuale e sul team di auto aiuto. I farmaci subentrano se ci sono patologie correlate”, puntualizza don Martini. “Non parliamo ancora di successi. E’ presto. Preferiamo dire che la malattia è stata fermata. Per ora è questo il nostro obiettivo ma non sappiamo se quella  persona ricadrà nel problema”, rivela. “Per questo abbiamo pensato alla comunità residenziale. Ogni persona in più che riusciremo a strappare al gioco anche grazie alla televisione sarà qualcosa in più”, conclude Don Martini.

PressGiochi