01 Ottobre 2020 - 09:23

Libera concorrenza e applicazione sanzioni CJE su concessionari gioco. Bieńkowska (Comm. Mercato Interno): “Il regolamento antitrust riguarda solo la violazione delle norme della concorrenza in Ue”

Gli Stati membri sono liberi di definire il proprio sistema tributario a condizione che non esistano misure di armonizzazione a livello di UE e che le misure nazionali non siano

06 Febbraio 2015

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Gli Stati membri sono liberi di definire il proprio sistema tributario a condizione che non esistano misure di armonizzazione a livello di UE e che le misure nazionali non siano discriminatorie o altrimenti contrarie ai trattati. Con queste parole il commissario europeo polacco Elżbieta Bieńkowska per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le piccole e medie imprese risponde all’interrogazione dell’eurodeputato Massimo Paolucci (S&D).

Paolucci nelle scorse settimane ha denunciato alla Ce che in Italia, nei confronti delle concessionarie, si applicano condanne della Corte dei Conti non proporzionali e adeguate, con l’aggiramento dei limiti imposti dall’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1/2003 del 16 dicembre 2002 e dall’articolo 145 del D.P.R. 207/10, tramite l’adozione, ai fini del calcolo del giro di affari, della somma degli importi raccolti dai concessionari anziché di quanto ricevuto in agio su tale somma. Ciò altera la concorrenza e la libertà di stabilimento tra imprese con identica attività in Paesi diversi, esponendo quelle italiane a rischi incontrollati.

Paolucci ha ricordato alla Commissione che il gioco italiano in concessione genera entrate importanti, che sono utilizzate dalle amministrazioni per finanziare utilità pubbliche meritorie (ad esempio, lo sport) e che un calcolo errato delle sanzioni adottate dalla Corte dei Conti può ingenerare una violazione della concorrenza, tanto da stimolare la crescita del gioco illegale, causa primaria della ludopatia.

 

Rispondendo alla questione, la commissaria Bieńkowska ha dichiarato che “secondo la giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia dell’Unione europea, possono decidere come organizzare e controllare l’offerta di gioco d’azzardo; in linea di principio sono liberi di fissare le proprie norme in materia di gioco d’azzardo, purché siano rispettate le disposizioni e le libertà fondamentali del trattato.

Il regolamento (CE) n. 1/2003 riguarda in particolare la fissazione di ammende comminate dalla Commissione alle imprese che abbiano violato le norme antitrust dell’Unione e non risulta pertanto pertinente ai fini del caso segnalato dall’onorevole deputato”.

 

PressGiochi