30 Settembre 2020 - 05:31

La Direzione Nazionale Antimafia presenta relazione annuale: tra i settori di interesse della camorra sale scommesse e slot machine

E’ stata presentata oggi nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato l’annuale relazione della Direzione Nazionale Antimafia. A descriverne i passaggi principali il capo della Dna Franco Roberti insieme alla

24 Febbraio 2015

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E’ stata presentata oggi nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato l’annuale relazione della Direzione Nazionale Antimafia. A descriverne i passaggi principali il capo della Dna Franco Roberti insieme alla presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi.

La Relazione illustra le attività svolte dalla Dna e dalle Dda nel contrasto alle organizzazioni criminali di stampo mafioso italiane e straniere, analizza la loro diffusione sul territorio nazionale e le principali attività illegali e gli interessi economici delle mafie e dà conto delle esperienze di cooperazione internazionale della Dna.

I magistrati di via Giulia hanno puntato ad aggiornare e comprendere meglio come le varie organizzazioni mafiose, sia quelle tradizionali (Cosa nostra, camorra, ‘ndrangheta, Sacra corona unita e criminalità organizzata pugliese), sia quelle di matrice straniera, si siano strutturate sul territorio.

Ciò che viene individuato come riconducibile al fenomeno denominato Camorra «è l’insieme di quei, più o meno ampi, gruppi organizzati ed internamente strutturati secondo una dimensione gerarchica e che operano essenzialmente in Campania; che perseguono strategie di controllo del territorio ove sono insediati e, talvolta, dei traffici illeciti che travalicano tali confini; che agiscono con il metodo dell’intimidazione e della violenza anche per infiltrarsi nel settore economico e nel sistema politico locale; che, in definitiva, perseguono programmi di intensa ramificazione di interessi di tipo criminale in ambiti territoriali più o meno ampi».

Per i magistrati «la Camorra non è un’entità assimilabile dal punto di vista delle forme di manifestazione né a Cosa nostra né alla ‘ndrangheta». Il controllo camorristico sul territorio «si manifesta significativamente anche egemonizzando l’offerta di un determinato servizio e vincendo ogni resistenza attraverso il patrimonio d’intimidazione che il clan è in grado di esprimere. La posizione di illecito monopolio, in tal modo acquisita, determina un’alterazione nel mercato costringendo coloro che lo richiedono a corrispondere somme notevolmente superiori agli standard di mercato rilevati in altri territori per analoghi servizi». Altro settore da tempo eletto dalle organizzazioni camorristiche ad uno degli ambiti entro i quali appare più conveniente reinvestire profitti criminosi è quello delle agenzie di scommesse, tanto che «su questo terreno spesso si formano e consolidano alleanze o, viceversa, si consumano sanguinose rotture».

Come spiegano nella relazione della DNA, la gestione criminale del gioco on-line si muove nel solco tracciato dall’analoga gestione della distribuzione delle macchine utilizzate per il video-poker.

PressGiochi