24 Giugno 2024 - 14:14

Il Consiglio dei ministri approva il DEF 2024

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2024. In considerazione della necessità di attendere

10 Aprile 2024

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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2024.

In considerazione della necessità di attendere la conclusione dell’iter di approvazione delle nuove regole di programmazione economica dell’Unione Europea, che introducono il Piano fiscale-strutturale di medio termine quale strumento per l’indicazione degli obiettivi di legislatura, il DEF non riporta il profilo programmatico.

La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano sia approvato entro il 20 settembre prossimo. A legislazione vigente, gli andamenti sono sostanzialmente in linea con il profilo programmatico della NADEF 2023. Il DEF contiene inoltre il valore delle politiche invariate.

Il pil del 2024 è stato fissato al +1%. Il debito sale ma resta sotto 140%, nel 2024 è al 137,8% per poi aumentare al 138,9% nel 2025 e al 139,8% nel 2026.

Con la scorsa legge di bilancio, cioè il provvedimento con cui si decide come utilizzare i soldi pubblici nell’anno successivo, il governo aveva introdotto alcune misure costose e di grande impatto elettorale ma che avevano validità solo per il 2024. Nel complesso sono quasi 20 miliardi di euro che dovrebbero finanziare varie agevolazioni fiscali e soprattutto due misure che da sole hanno assorbito i tre quarti della spesa: circa 11 erano stati destinati al taglio del cuneo fiscale (per ridurre le imposte e i contributi del 7 per cento per i redditi sotto i 25mila euro e del 6 per cento per quelli tra i 25 e i 35mila) e poco più di 4 miliardi erano stati utilizzati per la riforma dell’IRPEF (l’imposta sui redditi per le persone fisiche), con un taglio di due punti percentuali dell’imposta sui redditi tra i 25 e i 28mila euro.

La pubblicazione del DEF era molto attesa proprio per trovare una risposta a questa domanda: come si troveranno i soldi per rifinanziare queste misure nel 2025 senza fare aumentare il deficit e il debito, cioè senza generare uno squilibrio nel bilancio dello Stato? Inserendo però solo i dati del tendenziale, il governo non ha risposto e Giorgetti, nel rispondere a questa stessa domanda (come il governo intenda rinnovare il taglio del cuneo e gli altri sgravi fiscali) è stato evasivo: «Per quanto riguarda la decontribuzione, quando si farà la legge di bilancio e il programma strutturale a settembre sicuramente si troveranno le forme, perché questa è la priorità numero uno, per confermarla». In breve ha detto che si vedrà tra qualche mese.

Solo allora potremo capire come e quanto il settore dei giochi pubblici contribuirà a finanziare questi interventi, anche in considerazione del fatto che quest’anno è stata avviata l’opera di riordino del gioco online e fisico e sono attesi i nuovi bandi per il gioco a distanza.

Nel testo del DEF 24, che vi proponiamo, si parla brevemente delle misure implementate in materia di giochi e si ricorda che il conto consolidato delle Amministrazioni centrali ha registrato nel 2023 un saldo pari a -107.486 milioni, peggiore di 42.769 milioni rispetto al saldo del 2022, pari a -64.717 milioni. Gli incassi finali sono aumentati di 25.815 milioni (+4,2%) e i pagamenti finali di 68.584 milioni (+10,2%).

Il saldo di parte corrente è peggiorato di 9.946 milioni e il saldo di parte capitale di 40.156 milioni, mentre quello delle operazioni di carattere finanziario è migliorato di 7.333 milioni. Il peggioramento del saldo primario è di 32.808 milioni.

Preliminarmente, si fa presente che il confronto tra 2023 e 2022 risente di elementi di disomogeneità, determinati dalla nuova classificazione economica delle entrate e delle spese del bilancio dello Stato, che ha modificato alcune categorie al fine di assicurare il raccordo con il Piano dei conti integrato delle Amministrazioni centrali dello Stato.

In particolare, per quanto riguarda gli incassi sono aumentati i trasferimenti correnti dalle famiglie (+2.572 milioni) anche per le maggiori riscossioni dei proventi derivanti dai giochi (+1.900 milioni).

 

 

 

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