21 Settembre 2020 - 17:15

Gitti (Pd): “Italia verso il Social Impact Investing, oltre i criteri di esclusione degli investimenti sul gioco d’azzardo”

“Nei Paesi anglosassoni come Gran Bretagna, Usa, Canada e Australia, già da diversi anni è stato elaborato e importato nelle scelte politiche ed economiche il concetto di innovazione sociale, intesa

17 Febbraio 2015

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“Nei Paesi anglosassoni come Gran Bretagna, Usa, Canada e Australia, già da diversi anni è stato elaborato e importato nelle scelte politiche ed economiche il concetto di innovazione sociale, intesa come la capacità di rispondere a bisogni emergenti con nuove forme di azione e relazione. Per quanto la definizione possa sembrare fumosa, – ha dichiarato l’on. del Pd Giorgio Gitti in una interrogazione presentata alla Camera dei deputati – indica la nuova logica con cui in quei Paesi sono state avviate politiche di sviluppo che segnano una netta discontinuità con il passato e dalle quali l’Italia può trarre esempio.

Il risultato si chiama Social Impact Investing, cioè politiche innovative per almeno due motivi. Innanzitutto, perché coinvolgono diversi attori, pubblici e privati: non più solo lo Stato, ma anche investitori privati, intermediari finanziari, organizzazioni no-profit. In secondo luogo, perché consentono di realizzare un doppio obiettivo: un forte impatto sociale e un guadagno economico, in tal modo convenendo al singolo investitore come all’intera comunità. Vi è ormai ampia evidenza, infatti, che la crescita sociale stimola la crescita dell’economia reale.

E’ evidente che si tratta di un salto in avanti notevole, molto oltre quello compiuto, in passato, con l’introduzione del concetto di responsabilità sociale e di investimenti basati sui criteri SRI e ESG (social responsible investing): questi, infatti, si affidano a sistemi di screening che escludono dall’investimento settori giudicati non socialmente responsabili, quali quello delle armi e del gioco di azzardo (SRI), oppure, con un gradino ancora più avanzato, quelli con impatti ambientali, sociali e di governance negativi o insufficienti (ESG). Gli SII, invece, rappresentano un ulteriore step perché costruiti specificamente con l’intenzione di ottenere un rendimento e un cambiamento sociale. Oggi i tempi sono maturi per questo tipo di approccio in quanto, nel tempo, è venuta sfumandosi la contrapposizione tra beneficenza e profitto: la scarsità di risorse pubbliche orientando una mentalità diversa, quella per cui fare filantropia facendo profitto è non solo possibile, ma anche conveniente”.

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