24 Giugno 2024 - 15:46

Frosini (IGT): “Lo Stato riaffermi la propria ‘riserva’ sulla questione del gioco”

“Guardiamo con entusiasmo alla prospettiva di un riordino del settore, a tutela di tutti gli attori del comparto, perché seppur in presenza di norme più severe serve una maggior stabilità

08 Maggio 2024

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“Guardiamo con entusiasmo alla prospettiva di un riordino del settore, a tutela di tutti gli attori del comparto, perché seppur in presenza di norme più severe serve una maggior stabilità per effettuare gli investimenti, i ritorni economici e tutti i benefici necessari.

Il concetto della riserva statale, nel quale lo Stato mira a controllare il modus operandi dell’industria per ridurre gli effetti negativi possibili viene attuato attraverso il coinvolgimento dell’Agenzia dogane e monopoli. L’ADM, che non è totalmente indipendente, è tuttavia un’eccellenza nell’ordinamento italiano. Discutere del riordino di gioco implica inevitabilmente il coinvolgimento degli attori che intervengono nel settore. Bisognerebbe capire da quando si è deciso di rinunciare alla riserva statale per aprire alla libertà delle competenze locali di intervenire in materia. Se le materie concorrenti finiscono per limitare le potenzialità della riserva, lo stato centrale deve ribadire la propria supremazia. Il tema del gioco scatena sempre una dimensione emotiva.

Non si può consentire che ciascuno intervenga in base alle proprie necessità e spesso alla logica del consenso, perdendo anche di vista il nobile obiettivo della tutela della salute.

O si trova un accordo o si va verso il proibizionismo: vogliamo uno stato liberale o uno stato che controlla i comportamenti dei cittadini?

Possiamo comprendere norme che incidano sui comportamenti ma non condivido il proibizionismo. Non credo in questa possibilità altrimenti ci ritroveremo tra qualche anno a parlare della crescita dell’illegalità nel settore. Dobbiamo stabilire che strada intraprendere.

Sono agghiacciato dal dibattito che si sta svolgendo con le Regioni perché vedo distanze incolmabili. Sulla questione ci sono cimentati Governi di tutti i colori politici, e la questione non riguarda l’impostazione filosofica del governo di turno. Sono 20 anni che va avanti il dibattito.

Bisognerebbe poi capire cosa pensa il consumatore di tutti i divieti adottati negli anni. Siamo arrivati all’osso, ma non si può scambiare il consenso politico con la tutela del consumatore”.

Lo ha dichiarato Giuliano Frosini, public affairs di IGT, intervenendo al seminario pubblico organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) con il supporto di IGT, dal titolo “Il settore dei giochi e i nodi regolatori. Il riordino del territorio”.

PressGiochi

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