27 Settembre 2020 - 12:42

Delega fiscale. Tuci (Impr. Ippici): “Dopo le scommesse virtuali, anche il palinsesto complementare minaccia l’ippica italiana”

“In questi giorni avrete sentito parlare di “Palinsesto Complementare”, una  richiesta dei Concessionari di scommesse che, dopo averci provato la scorsa estate ed essere stati respinti da un ricorso al

06 Marzo 2015

Print Friendly, PDF & Email

“In questi giorni avrete sentito parlare di “Palinsesto Complementare”, una  richiesta dei Concessionari di scommesse che, dopo averci provato la scorsa estate ed essere stati respinti da un ricorso al TAR del Lazio promosso da Federippodromi e PMU, ci riprovano inserendo questa mina vagante all’interno della Delega Fiscale nella parte relativa ai Giochi”. Come dichiara Enrico Tuci degli Imprenditori Ippici Italiani, “Tocca all’Ippica italiana difendersi ma, purtroppo, emerge nuovamente l’estrema necessità di un organismo competente e dinamico che faccia l’interesse del settore e della filiera agricola e certamente non quello dei Concessionari come avvenuto più volte in passato.

Questo organismo ancora non esiste (per fortuna di alcuni) e sarebbe esattamente quello che, almeno nelle nostre intenzioni, dovrà essere Lega Ippica Italiana. Con il “Palinsesto Complementare”, cosi come proposto dalla bozza di Decreto e come già in vigore per le scommesse sportive,  su una proposta di Corse estere le Agenzie (e quindi i Concessionari) potrebbero raccogliere Scommesse a quota fissa senza riconoscere un centesimo al settore ippico italiano.

Quindi come per le Virtuali, ma stavolta su corse di cavalli vere e proprie, magari anche belle, potendo accedere a tutto quello che viene offerto dal panorama mondiale, il Concessionario potrebbe offrire condizioni (quote) estremamente vantaggiose non avendo l’onere del prelievo a favore della filiera erodendo cosi ulteriore movimento alle corse italiane o comunque a quelle comprese nel Palinsesto Ufficiale.

E’ vero, il Palinsesto Complementare comporterebbe anche l’opportunità di rinnovare la proposta con formule di scommessa attraenti e di coprire anche orari in cui oggi non vi è alcuna proposta, ma all’ippica, cosi come pensato dal legislatore, non porterebbe un centesimo.

Sarebbe l’immediato fallimento in breve tempo del settore ippico italiano perché è del tutto evidente che il Palinsesto Ufficiale, aldilà di uno spettacolo non sempre all’altezza, avrà sempre il fardello di dover sostenere un settore mentre il Palinsesto Complementare, in contemporanea, potrebbe prevedere belle corse estere a quote intriganti o per la numerosità dei partenti o per l’equilibrio in campo.

Se poi il Palinsesto Complementare prevedesse anche grandi eventi esteri e in contemporanea il Palinsesto Ufficiale fosse formato da pochi campi italiani minori, eventualità sempre più frequente per la riduzione delle giornate inarrestabile, è del tutto evidente che la raccolta delle scommesse sarà fortemente sbilanciata a favore dei Concessionari che avranno tutto l’interesse a confezionare un Palinsesto fortemente competitivo e di conseguenza molto più interessante sia dal punto di vista tecnico che riguardo al gioco.

Si tenga conto che le Virtuali hanno già doppiato le scommesse ippiche avendo raggiunto 1.150 milioni di gioco, esattamente il doppio. Evidentemente se l’ippica avesse proposto corse più interessanti e “pulite” non sarebbe stata cannibalizzata dalle Virtuali. Adesso vogliamo farci portar via quel poco che resta dal Palinsesto Complementare?”.

PressGiochi