29 Settembre 2020 - 16:08

Fisco. Dalla riduzione degli aggi ai concessionari del gioco allo Stato andranno 16 miliardi di euro tra 2015-2017

Secondo quanto rende noto l’Ispettorato generale di bilancio del Ministero delle Finanze saranno tra il 2015-2017 , 69 i miliardi che entreranno nelle casse dell’Erario sottoforma di entrate tributarie da

25 Febbraio 2015

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Secondo quanto rende noto l’Ispettorato generale di bilancio del Ministero delle Finanze saranno tra il 2015-2017 , 69 i miliardi che entreranno nelle casse dell’Erario sottoforma di entrate tributarie da monopoli, giochi e lotterie, mentre 39 mld le entrate extra tributarie provenienti da giochi ed altre attività gestite dall’ ex AAMS. Nel 2014 sono state 21,8 le entrate incassate dai giochi e lotterie mentre 13 mld le entrate extratributarie dal settore.

Le imposte sui generi di monopolio sui giochi e le lotterie aumentano di circa 1,6 miliardi nel periodo 2015-2017 in conseguenza delle misure che dispongono interventi regolatori nel settore dei giochi per i soggetti che operano senza concessione e non sono collegati al totalizzatore nazionale dell’Agenzia dogane e monopoli.

Diminuiscono, invece, le altre imposte dirette (circa 5,2 miliardi nel triennio) e indirette (circa 3,7 miliardi nel triennio) per l’effetto combinato della norma che prevede la parziale sterilizzazione della clausola di salvaguardia contenuta nella legge di stabilità per il 2014,4 per un importo di 3 miliardi nel 2015 e 3,7 miliardi a decorrere dal 2017 che opera in senso riduttivo, e, contestualmente, dai richiamati interventi regolatori in materia di giochi che agiscono in senso incrementativo sulle predette tipologie di entrate per circa 1,3 miliardi nel periodo 2015 – 2017.

Le entrate extra-tributarie per effetto della manovra sono previste in aumento di circa 16 miliardi nel periodo di programmazione. Esse riflettono la riduzione dei compensi e degli aggi trattenuti dai concessionari operanti nel settore della raccolta del gioco mediante apparecchi AWP e VLT che dovrebbe comportare maggiori entrate per 1,5 miliardi nel triennio e le misure di concorso al contenimento della finanza pubblica degli Enti territoriali (17,4 miliardi complessivi negli anni 2015-2017), per i quali è previsto un versamento al bilancio dello Stato per un importo pari al contributo loro richiesto. L’ulteriore incremento delle entrate extra-tributarie dipende dall’andamento delle entrate di carattere straordinario, per le quali rilevano le disposizioni volte a prevedere l’affidamento del servizio di raccolta del gioco del lotto e degli altri giochi a quota fissa a concessionari individuati mediante procedure ad evidenza pubblica (0,7 miliardi nel triennio) e gli effetti della riprogrammazione delle risorse, non ancora impegnate, del fondo di rotazione per le politiche comunitarie destinate al Piano di azione e coesione (3 miliardi nel triennio). Contribuiscono, inoltre, a spiegare la crescita attesa delle entrate extratributarie le misure di concorso alla manovra di finanza pubblica adottate dai Ministeri e, in particolare, quelle previste dal Ministero del Lavoro nonché la disposizione che prevede l’aumento contributivo per i fondi interprofessionali.

 

I principali saldi del quadro generale riassuntivo del bilancio 2015-2017 indicano un peggioramento per l’anno in corso, rispetto all’anno precedente, per poi mostrare segnali di graduale miglioramento nel periodo di previsione. Le entrate finali del bilancio dello Stato (pari a 516,7 miliardi nel 2015, 540,6 miliardi nel 2016 e 556,5 miliardi nel 2017) evidenziano per l’anno in corso una lieve flessione rispetto al valore previsto nella legge di bilancio e nell’assestato 2014. Nel triennio di programmazione le entrate complessive dovrebbero osservare un incremento cumulato tra il 2015 e il 2017 di circa 40 miliardi. Le entrate tributarie, nel 2015, presentano un valore inferiore sia rispetto alla previsione della precedente legge di bilancio che al valore dell’assestato (rispettivamente di 4,8 e di 1,3 miliardi).

La manovra di finanza pubblica determina complessivamente nel triennio considerato un incremento netto delle entrate del bilancio dello Stato di circa 64,8 miliardi di euro e un aumento netto degli stanziamenti delle spese di 72,5 miliardi. In termini di composizione, tra il 2014 e il 2015, tra le principali aree di spesa, si osserva un incremento dell’incidenza degli stanziamenti per la Salute e l’istruzione, gli Affari economici e la ricerca, i Trasferimenti agli enti territoriali, nonché delle risorse destinate alla Previdenza e all’assistenza, ai Fondi da ripartire e alla Cultura ambiente e qualità della vita. Di contro, si riduce la quota delle risorse per i Servizi generali e istituzionali, i Servizi pubblici collettivi e la spesa per interessi.

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