01 Ottobre 2020 - 17:42

Casinò. Macao in caduta libera

2,45 miliardi di dollari, ovvero un calo del 49% rispetto a 12 mesi fa. È l’ammontare dei ricavi registrati a febbraio nel comparto del gioco d’azzardo di Macao, l’ex colonia

04 Marzo 2015

Print Friendly, PDF & Email

2,45 miliardi di dollari, ovvero un calo del 49% rispetto a 12 mesi fa. È l’ammontare dei ricavi registrati a febbraio nel comparto del gioco d’azzardo di Macao, l’ex colonia portoghese rientrata sotto il controllo della Cina nel 1999. Un dato che certifica la conclamata crisi della regione “amministrativa speciale”, vittima del giro di vite condotto da Pechino contro la corruzione. Nel mese di febbraio di un anno fa, ricorda il quotidiano Usa, i casinò di Macao avevano fatturato quasi 4,8 miliardi di dollari, equivalenti a tre quarti dei ricavi registrati a Las Vegas nell’intero anno.

La stretta anticorruzione della Cina, avrebbe determinato il forte ridimensionamento del giro d’affari dei cosiddetti “junkets”, gli agenti creditizi informali che operano nel comparto dei grandi scommettitori e che, notava in passato lo stesso quotidiano Usa, erano stati responsabili nel solo 2013 di ricavi complessivi per 30 miliardi, quasi due terzi del fatturato dei casinò. Contemporaneamente, nota ancora il quotidiano, i piccoli scommettitori, che coprono circa il 25% del mercato locale, devono fare i conti con nuove restrizioni a cominciare da una maggiore difficoltà nell’ottenimento del visto d’ingresso nella regione, tuttora necessario per i cittadini cinesi.

PressGiochi