30 Settembre 2020 - 02:58

Capezzone (FI): “Renzi acceleri senza modifiche i lavori sulla Delega fiscale”

“La invito – scrive Capezzone – a riprendere il meccanismo informale ma di grande buon senso, che era stato politicamente accettato dal Suo Governo e che era stato rispettato per i primi tre decreti, fornendo così a tutti garanzie di assoluta trasparenza, della consultazione preventiva

08 Gennaio 2015

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Daniele Capezzone, relatore alla camera della legge di Delega fiscale scrive una lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi invitando il governo a procedere per l’attuazione dei decreti previsti nel provvedimento in maniera celere e trasparente senza ritardi e ulteriori manomissioni rispetto a quanto stabilito e votato a larga maggioranza.

“La invito – scrive Capezzone – a riprendere il meccanismo informale ma di grande buon senso, che era stato politicamente accettato dal Suo Governo e che era stato rispettato per i primi tre decreti, fornendo così a tutti garanzie di assoluta trasparenza, della consultazione preventiva delle Commissioni Finanze di Senato e Camera, venuta meno in occasione del quarto decreto. La migliore garanzia per tutti, sul piano metodologico, è che  l’intero iter sia “visibile” e “tracciabile”: c’è la legge delega come binario certo; poi il Governo espone informalmente alle Commissioni i punti che intende affrontare materia per materia; poi il Governo vara lo schema di decreto; poi, come la legge prevede, ci sono i pareri delle Commissioni; e infine c’è il varo finale del decreto da parte dell’Esecutivo.

Le ricordo che il provvedimento alla cui attuazione il Suo Governo è chiamato deriva da una legge votata a larghissima maggioranza, e alla quale il Suo Governo è dunque chiamato a dare seguito rispettando in modo scrupoloso i principi e i criteri direttivi della delega.

Non si renda responsabile, – afferma il relatore di Forza Italia – dopo il recente infortunio, di un’operazione boomerang. Qualunque sia l’opinione di ciascuno sui fatti del 24 dicembre, e – per quanto mi riguarda – perfino a prescindere da essi, sarebbe paradossale se ora, sull’uno o sull’altro tema della delega, il conto venisse pagato da tutti i contribuenti, con un arretramento nei futuri decreti rispetto a ciò che la delega prevede. Va evitato certamente l’”eccesso di delega”, ma il suo opposto sarebbe ancora peggiore.

Le chiedo di rendere noto l’elenco dei decreti che il Suo Governo intende varare: sarebbe infatti un grave errore se il Governo pensasse di selezionare solo alcuni temi, rinunciando all’intero elenco delle questioni poste nella delega.

La invito a indicare un cronoprogramma preciso. Non c’è motivo di attendere fino al 20 febbraio (perché perdere altri 40 giorni per fare o non fare alcune correzioni?), né si può pensare, poi, all’ultimo momento, di intasare la Commissione con più decreti, rendendone più difficile un esame accurato e minuzioso.

Per questo, Le chiedo – conclude – di far sapere alla Commissione e al Parlamento se il Governo intenda avvalersi delle proposte di proroga della delega che sono state presentate, da me per primo, e poi da colleghi di altri Gruppi, affinché un serio lavoro parlamentare non venga sciupato”.

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