24 Settembre 2020 - 07:11

Buone nuove per i casinò: il tetto al contante salirà da 1000 a 3000 euro

Tracciabilità totale degli adempimenti fiscali per lottare contro l’evasione e maglie più larghe all’uso del contante. Il piano del governo taglierà il traguardo, con tutta probabilità e salvo ulteriori sorprese, al consiglio dei ministri di

25 Febbraio 2015

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Tracciabilità totale degli adempimenti fiscali per lottare contro l’evasione e maglie più larghe all’uso del contante. Il piano del governo taglierà il traguardo, con tutta probabilità e salvo ulteriori sorprese, al consiglio dei ministri di venerdì. Due le novità più importanti: l’arrivo della e-fattura e dello “scontrino digitale”.
Andranno in soffitta nel giro di tre-quattro anni fatture, ricevute e scontrini fiscali cartacei ma anche i registri Iva e quelli dei clienti-fornitori, finalizzati ad eventuali controlli del Fisco, che oggi devono essere tenuti da chi esercita un’attività. Questi “vecchi” strumenti saranno sostituiti con supporti informatici, sul modello “cloud”, che permetteranno a professionisti e commercianti di scambiarsi fatture in entrata e uscita tra di loro e all’Agenzia delle entrate di monitorare. Stesso sistema per gli “scontrini digitali”: sarà necessario un aggiornamento delle tecnologie e dei registratori di cassa che sarà favorito con un credito d’imposta di 100 euro.
Di conseguenza si va, come ha annunciato il premier Renzi, verso un allargamento delle maglie per l’uso del contante: il tetto massimo potrebbe essere portato dagli attuali mille a 3.000 euro. La norma non è ancora materialmente presente nella bozza di decreto: se entrerà sarà tuttavia operativa contestualmente alla riforma elettronica del fisco. Di questa modifica beneficeranno anche i quattro casinò italiani obbligati dal 2011 a sottostare al tetto di 1.000 euro.

Fino ad oggi si è assistito invece al fenomeno contrario, spinto proprio dalla necessità di combattere il denaro “nero”. Il tetto alla possibilità dell’uso del contante anche per i pagamenti tra privati si è progressivamente ridotto: era di 12.500 euro 2008 per poi scendere fino agli attuali mille nel 2012. Il calo degli utili vissuto dai quattro casinò italiani è da imputare anche a scelte normative volute dal governo che hanno pregiudicato non poco i guadagni di tutte le case da gioco: Campione d’Italia, Saint Vincent, Sanremo e Venezia. Quelle scelte che hanno  obbligato i casinò a pagare al cliente una vincita superiore ai mille euro con un assegno. Da tempo Federgioco ha chiesto al Governo una revisione della legge sul tetto ai contanti. In particolare ha chiesto l’adeguamento a quanto stabilito dalla Comunità europea che ha fissato, lo scorso febbraio, il limite a 7.500 euro. Forse un primo passo verrà fatto.
PressGiochi