26 Settembre 2020 - 02:20

Binetti (Ap): “Il Legislatore non si concentri solo su slot e vlt ma dedichi attenzione anche ai Gratta&vinci”

Intorno al proliferare del gioco d’azzardo c’è tutta un’industria, soltanto apparentemente sotterranea, che è quella del gioco d’azzardo illegale. Lo ha dichiarato l’on. Paola Binetti questa sera alla Camera dei

16 Gennaio 2015

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Intorno al proliferare del gioco d’azzardo c’è tutta un’industria, soltanto apparentemente sotterranea, che è quella del gioco d’azzardo illegale. Lo ha dichiarato l’on. Paola Binetti questa sera alla Camera dei deputati in occasione della discussione delle mozioni per il contrasto al gioco d’azzardo.

“Anzi, – ha continuato l’on. di AP – davanti a teorie che primariamente pensavano che implementando il gioco d’azzardo legale si sarebbe contenuto il gioco d’azzardo illegale, noi oggi stiamo assistendo a un paradosso: più aumenta la proposta di gioco d’azzardo legale, progressivamente e parallelamente aumenta anche la proposta di gioco d’azzardo illegale, creando, quindi, problemi veramente rilevanti anche sotto il profilo di quello che è l’ordine pubblico e sotto il profilo di quelle che sono varie forme di criminalità organizzata.
Lo Stato finora ha affrontato questo tema in un modo, se non esclusivamente, direi decisamente e prevalentemente economico, come si può vedere dai Dicasteri che più facilmente se ne sono presi cura negli ultimi tempi. A parte la legislatura precedente, con il decreto Balduzzi, in questa legislatura vi sono stati il decreto della delega fiscale e, più recentemente, la legge di stabilità. Il Governo ha tra le proprie prerogative quella di compiere scelte di politica economica usando dove occorra la leva fiscale. E la legge di stabilità 2015, appena approvata, prevede una riduzione degli introiti per i concessionari di Stato che gestiscono per conto della Repubblica italiana gli apparecchi automatici da intrattenimento, avvalendosi di una rete capillare di aziende individuate come terzi incaricati della raccolta.
La scelta compiuta dal Governo è quella di attingere al settore del gioco ed in particolare dagli apparecchi da intrattenimento, prelevando un importo pari a 500 milioni di euro, in aggiunta a quelli che ad oggi già vengono prelevati, che sono circa pari a circa 4 miliardi di euro.
Il Governo ha indicato chiaramente che la somma è dovuta da tutti i soggetti della filiera e non solo dai 13 concessionari.  
Questo è uno dei punti su cui vorrei proprio richiamare l’attenzione. Attualmente sembra che l’attenzione del legislatore sia prevalentemente concentrata sulle newslot e su quelle che sono le videolottery. Restano abbastanza ai margini dell’attenzione del legislatore tutto quello che è il gettito che in realtà, per esempio, proviene dall’infinita varietà delle forme di «gratta e vinci». Fino a poco tempo fa, uno degli ultimi giochi che veniva offerto era quello della casa, adesso si offrono viaggi di tutti i tipi, generi e specie e la sollecitazione è quella – come dire ? – a tentare la fortuna, sia pure cercando di «pescare» nell’universo dei giocatori occasionali che poi, però, possono facilmente rimanere impigliati nelle maglie tentacolari di una proposta di gioco che si avvale di un’offerta pubblicitaria che in questo momento non ha eguali in Italia”.

Sui 500 milioni imposti dalla Stabilità, la Binetti ha spiegato: “La ripartizione tra i concessionari dovrebbe essere proporzionale al volume di affari e quindi agli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) gestiti nell’esercizio che si chiude con il 31 dicembre 2014. I 500 milioni di euro riguardano sia il comma 6, lettera a) (new slot), che il comma 6, lettera b) (videolottery). Dal comma 6, lettera a), ogni anno i concessionari percepiscono lo 0,5 per cento di ritorno come deposito cauzionale pari a circa 220 milioni di euro. Secondo il legislatore con la delega fiscale degli aggi e dei compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori di filiera non esisterà categoria di apparecchi a vincita esclusa dall’obbligo di contribuire alla nuova imposta. Qual è il rischio ? Il rischio è che, dal momento che un apparecchio di tipo AWP che rende mille euro al giorno viene tassato esattamente come un altro apparecchio che, invece, ne incassa cento, i concessionari scelgano di installare gli apparecchi a più alto reddito. Ma in questo modo cresce anche il rischio di indurre in forma ancora più grave una patologia come il gioco d’azzardo patologico, perché si dismetterebbero gli apparecchi che rendono meno, ma garantiscono un intrattenimento meno pericoloso e, invece, si potenzierebbe l’installazione di apparecchi che dal punto di divisa del concessionario sono apparecchi a più alto reddito”.

 

Sulla sanatoria ai Ctd la Binetti ha affermato: “in realtà viene impugnato dagli operatori del settore i quali ritengono di non poter essere considerati nella filiera di gioco cosiddetto illegale o paralegale ma di essere in realtà inseriti direttamente in quella che è la filiera del gioco legale. Una delle istanze più importanti che noi chiediamo rispetto alla normativa del gioco è di fare chiarezza proprio per evitare che l’ambiguità in realtà faccia il gioco del più furbo, faccia il gioco del più forte e, quindi, invece di rappresentare, come dire, una sorta di gettito positivo da cui poter ricavare semmai fondi per quelli che sono gli obiettivi della fiscalità generale, creano soltanto quella che noi chiamiamo l’induzione alla patologia”.