27 Novembre 2022 - 09:00

Bergamo. L’Università avvia corso di studi sulla patologia del gioco

A Bergamo il mal di gioco si studia in università. Dal 20 marzo la School of management dell’Università di Bergamo avvierà un corso per approfondire gli «aspetti clinici, terapeutici, psicodinamici,

23 Gennaio 2015

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A Bergamo il mal di gioco si studia in università. Dal 20 marzo la School of management dell’Università di Bergamo avvierà un corso per approfondire gli «aspetti clinici, terapeutici, psicodinamici, culturali e sociali» del fenomeno – spiega Pietro Barbetta, psicologo e direttore del corso – ma finora il mondo accademico è stato a guardare. Crediamo sia giunto il momento di prendere posizione e studiare a fondo il problema. Occorre individuare le forme degenerative di un sistema che promuove il gioco patologico.

Il corso è rivolto a tutti gli operatori che quotidianamente fronteggiano le dipendenze provocate da slot machine e affini: psicologi, medici e assistenti sociali, ma non solo.

“Troppi ragazzi escono da scuola e vanno a giocarsi la paghetta inseguendo il miraggio di una vincita». A dare il cattivo esempio, sottolinea Barbetta, sono sempre e comunque gli adulti. Bisogna comprendere la portata del cambiamento culturale in atto : prima la felicità dipendeva da affetti e lavoro, adesso si cerea soddisfazione nella fortuna. L’Italia sta diventando una Las Vegas diffusa. Pensiamo ai cinesi che affollano le navette dirette ai casinò”.

II corso cercherà di fornire conoscenze che permettano di uscire dalla logica emergenziale. «È necessario gettare le basi per efficaci politiche di prevenzione – aggiunge Barbetta -. L’azzardo ha snaturato la dimensione ludica dell’uomo. Il gioco non è più sinonimo di divertimento ma di guadagno. Attraverso i Game studies cercheremo di comprendere come ciò accada e perché”.

PressGiochi

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