30 Settembre 2020 - 02:06

AS.TRO su stabilità e delega: difficile pensare che le imprese paghino per essere cancellate

Stabilità e Delega, come temuto sin dai primi di gennaio, sono parenti “stretti”, e univocamente si dirigono verso una “soluzione normativa” che – dapprima – spoglia il gestore di ogni

26 Febbraio 2015

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Stabilità e Delega, come temuto sin dai primi di gennaio, sono parenti “stretti”, e univocamente si dirigono verso una “soluzione normativa” che – dapprima – spoglia il gestore di ogni risorsa, – e poi – lo relega a quella condizione originaria di “fantasma” del gioco lecito già censita nel primo start up del sistema.

Il gestore, qualora sopravviva economicamente alla stabilità – forse – potrà operare “in qualche modo”, benché senza tutele per il circuito di locali allestiti e devoluti alla rete fisica di raccolta, senza alcuna idoneità amministrativa a “gestire” il prodotto gioco, e senza alcuna salvaguardia per i propri beni strumentali acquistati sino ad oggi, e già annunciati di rottamazione.

In parole povere le due “Leggi” – se le bozze circolanti saranno trasformate in norme definitive – si fonderanno in un unico percorso “estintivo” dell’attuale gestore, il quale viene prima accompagnato sul ciglio del burrone, per poi “spingerlo” giù.

In disparte restando lo sgomento che si prova, per la disinvolta “rottamazione” di decine di migliaia di posizioni lavorative garantite dalle aziende di gestione, ci si chiede quale motivazione possa spingere il gestore a pagare 500 milioni di “stabilità”  per poi continuare raccogliere gioco, dal primo luglio con una marginalità lorda del 10-15%  del “cassetto” [(100-60):2 – costo rete – AAMS], in attesa di essere “estromessi” dal futuro congegno da remoto (per il quale non vi è traccia del percorso giuridico che li abiliti eventualmente alla gestione) .