26 Settembre 2020 - 00:24

AS.TRO a Bitonci (Padova): “Il Governo applica una legge delega approvata nel 2014, che evidentemente “non si conosce”

Ipocrisia e demagogia sono sempre accuse pesanti, e se a rivolgerle al Governo è un “primo Cittadino” di una grande città, non vanno certe ignorate. Quelle “lanciate” dal Sindaco di

24 Febbraio 2015

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Ipocrisia e demagogia sono sempre accuse pesanti, e se a rivolgerle al Governo è un “primo Cittadino” di una grande città, non vanno certe ignorate.
Quelle “lanciate” dal Sindaco di Padova, in merito alla prossima riforma sul gioco lecito, tuttavia, sono talmente prive di fondamento da imporre, quantomeno, un tentativo di frenare quella “deriva di disinformazione” con la quale i Sindaci no-slot stanno tentando di fare pressioni sul Governo.
Il mero “testo” dell’articolo 14 della legge n. 23/2014, che sarà nostra cura inoltrare al Comune, risulta sufficiente per attestare la “irricevibilità” delle critiche promosse al Governo dal Sindaco di Padova, giustificabili solo con la mancata conoscenza di una Legge delega approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento (il varo definitivo della Camera, in seconda lettura con 309 si, 99 astenuti, 0 contrari), dopo un anno di lavoro delle preposte Commissioni e senza che nessuna forma aggregata del “sentimento comunale” esprimesse reazioni negative.
Come si avrà modo di appurare dal “testo di legge”, l’uniformità di disciplina su tutto il territorio nazionale in merito al gioco lecito costituisce la priorità d’azione e di indirizzo a cui il decreto attuativo deve attenersi, unitamente alla ri-affermazione della riserva statale su tutto ciò che concerne la regolamentazione del gioco lecito, prodotto di cui lo Stato è proprietario.
Accorgersi “oggi”, che tutto il Parlamento si è dovuto attivare per “rimediare” alle discipline “fai da te” degli Enti locali (totalmente inefficaci dal punto di vista sanitario, altamente propiziatorie nei confronti delle offerte illegali di gioco, ma molto strumentali per mediatiche esaltazioni demagogiche delle Amministrazioni Comunali), rivela scarsa preparazione e una propensione politica verso un’idea di autonomia delle municipalità di stile medioevale.
I problemi di ordine pubblico che interessano il Comune di Padova, non sono stati minimamente “scalfiti” dall’ordinanza di spegnimento delle slot adottata dal Sindaco, la cui eventuale e futura “rimozione d’imperio” altro non provocherà se non l’allontanamento di qualche prodotto illegale dagli esercizi, a cui l’utenza viene ora indotta a ricorrere nelle ore di “coprifuoco” imposte dalla criticata decisione amministrativa.

PressGiochi