30 Settembre 2020 - 02:25

A Caldiero apre una nuova sala giochi in centro; l’amministrazione promette battaglia

Nel cuore di Caldiero, in provincia di Verona, a poche decine di metri da scuole elementari, scuole materne e medie media è stata aperta una nuova sala giochi. La cosa non è passata inosservata agli occhi della popolazione e dell’amministrazione comunale che nonostante avesse

16 Gennaio 2015

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Nel cuore di Caldiero, in provincia di Verona, a poche decine di metri da scuole elementari, scuole materne e medie media è stata aperta una nuova sala giochi. La cosa non è passata inosservata agli occhi della popolazione e dell’amministrazione comunale che nonostante avesse recentemente affrontato in consiglio la questione sulla diffusione del gioco d’azzardo, non è potuta intervenire per fermarne l’apertura, essendo materia regolata da leggi nazionali.
L’Amministrazione comunale dopo aver votato una mozione contro il gioco d’azzardo, questa estate ha premiato gli esercizi commerciali termali che hanno scelto di togliere le macchinette mangia soldi o non le hanno mai installate, con una cerimonia ufficiale in municipio e il conferimento di un attestato che è stato affisso dai premiati in bar e ristoranti.

Furibondo per l’apertura dell’esercizio è l’assessore ai Servizi sociali, Andrea Dal Sasso, promotore dell’iniziativa presentata in Consiglio comunale contro la diffusione delle sale da gioco e dell’installazione di macchinette mangia soldi, per limitare la diffusione della ludopatia tra i suoi concittadini. «La legislazione vigente non da ai Comuni alcun potere di controllo su queste ludoteche», sottolinea l’assessore. «Purtroppo in Veneto non ci sono ancora delle norme che regolino le domande per aprire nuove sale da gioco», spiega Dal Sasso, che è anche consigliere regionale nell’Anci Veneto, «norme che tutelino i luoghi sensibili quali scuole, chiese e impianti sportivi per un raggio di almeno 300 metri, com’è invece stato fatto in Lombardia».

Anche il consigliere regionale Franco Bonfante è intervenuto sulla questione: “Attualmente la normativa che regolamenta l’apertura delle sale da gioco è nazionale. A livello regionale manca ancora una regolamentazione. È tuttavia all’esame della Quinta commissione consiliare un testo di legge unificato per contrastare e ridurre il rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. Personalmente ho intrapreso diverse iniziative per sostenere il movimento No slot nel mio paese e sono a conoscenza che in Lombardia l’introduzione delle nuove norme ha dato buoni risultati”.

«Ma la Regione deve fare presto», conclude Dal Sasso, «non si può aspettare oltre. Da parte nostra, come amministratori, continueremo a promuovere iniziative per sensibilizzare la gente, premiando gli esercizi commerciali senza macchinette con l’attestato “LiberaMente” e andando nelle scuole e nei luoghi di aggregazione per informare ragazzi, giovani ed adulti dei danni sociali ed economici che provoca il gioco d’azzardo».

PressGiochi