04 Dicembre 2020 - 14:49

Lotteria Italia: nessuno scheletro nell’armadio, ma solo qualche osso preso a calci da Selvaggia Lucarelli!

Una su 650mila. Questa la  probabilità teorica che un caso come quello di Ferno – l’uscita di 3 biglietti della Lotteria Italia appartenenti alla stessa decina – possa verificarsi. A

14 Gennaio 2020

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Una su 650mila. Questa la  probabilità teorica che un caso come quello di Ferno – l’uscita di 3 biglietti della Lotteria Italia appartenenti alla stessa decina – possa verificarsi. A dirlo è il matematico torinese Paolo Canova, che con la propria società di comunicazione scientifica Taxi 1729 si è preso la briga di simulare ben 2 miliardi di estrazioni complete della Lotteria (ricordiamo 5 per i premi di 1° categoria, 20 per quelli di 2° e 180 per i premi di 3° da 20mila euro ciascuno). Ebbene, il caso in oggetto si è presentato ben 3016 volte!

 

“Resta pur sempre un fatto eccezionale – dice Canova – ma nulla che possa far gridare allo scandalo”. Di contro, però, ci sono i calcoli fatti dal Codacons, sempre presente da anni a tutte le estrazioni, comprese quelle del Lotto,  per i quali la probabilità dell’evento del 6 gennaio scorso sale addirittura a 2 miliardi di miliardi. Il presidente Carlo Rienzi  lo dice sommessamente:  “dovremo confrontarci con Canova per capire chi ha sbagliato. Certo è che se avessimo ragione noi la partita resterebbe aperta. Non parlo di truffe, ma di possibili malfunzionamenti del sistema sì.”

 

Nella conferenza stampa convocata oggi a Piazza Mastai nella sede di ADM – dove è stato simulato in sintesi il procedimento di estrazione, per poi mostrare la registrazione delle tre estrazioni “incriminate” – il  direttore Fanelli si è limitato a dire che, per l’Amministrazione, tutto si è svolto regolarmente e non sono necessarie ulteriori indagini. E all’osservazione di Rienzi sull’ipotesi che il chip che legge i numeri delle palline estratte possa essere comandato a distanza, la preposta responsabile del servizio statistico ha risposto con un No cortese ma secco. Anzi, ha aggiunto che ogni mese un ente certificatore verifica  la rispondenza alle norme delle palline e che all’ulteriore controllo delle percentuali di uscita di ciascun numero nelle estrazioni del 6 gennaio non ha dato luogo ad alcuna anomalia.

 

Comunque sia, il Codacons ha annunciato di voler andare avanti e ha chiesto alla ADM di disporre della registrazione delle estrazioni dell’ultima Lotteria Italia e delle specifiche tecniche del chip presente nelle urne.

 

In realtà, nell’evento del 6 gennaio, il “Difensore dei consumatori” non aveva sollevato alcuna obiezione sulla regolarità delle operazioni e il presidente Rienzi si limitò ad una bonaria esclamazione di sorpresa nel notare che tre biglietti fra quelli appartenenti alla 3° categoria rientravano nella stessa decina. Più dettagliatamente, il direttore Fanelli ha spiegato che il primo dei tre, n. P474348, è uscito alla 57° estrazione, il secondo (P474343) alla 59° (dopo la pesca di un biglietto invenduto), mentre il terzo (P474346) è apparso a distanza di 129 estrazioni, quindi un’ora dopo circa.

Nulla da obiettare né in un senso né nell’altro, per quanto poi sarebbe curioso calcolare ogni quante volte due biglietti della stessa decina potrebbero uscire a distanza di un minuto dall’altro!

 

In sostanza, si può concludere che il caso sollevato su facebook da Selvaggia Lucarelli, con l’affermazione che il caso sia “statisticamente impossibile”, le faccia guadagnare un posto di diritto nei “Nuovi Mostri” di Striscia al Notizia. Si chiuda pure la pagina, e arrivederci al prossimo 6 gennaio!

 

 

Marco Cerigioni – PressGiochi

 

Lotteria Italia: spunta il caso dei tre biglietti vincenti da un unico blocchetto venduto a Ferno