22 Ottobre 2020 - 13:38

Videogiochi. Palmieri e Aprea (FI): “Favorire gli investimenti del settore videoludico”

Il Governo deve incentivare lo sviluppo e favorire gli investimenti del settore videoludico. A chiederlo in una interrogazione presentata al Ministro per i beni e le attività culturali e per

15 Ottobre 2020

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Il Governo deve incentivare lo sviluppo e favorire gli investimenti del settore videoludico.

A chiederlo in una interrogazione presentata al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo sono gli onorevoli Antonio Palmieri e Valentina Aprea di Forza Italia che spiegano come “la crisi economica determinata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 ha messo in difficoltà la maggior parte dei settori produttivi compresa l’industria dei videogiochi che rappresenta un giro di affari di circa 1,8 miliardi di euro.

Si tratta – continuano i due deputati – di un settore in una fase di sviluppo, caratterizzato dalla presenza di imprenditori di giovane età e di formazione prevalentemente tecnica e scientifica, i cui videogiochi sviluppati in Italia vengono distribuiti in tutto il mondo; è testimonianza della crescente effervescenza del settore il fatto che sono stati attivati, anche a livello universitario, percorsi di studio dedicati esclusivamente allo sviluppo di videogiochi; il collegamento tra il settore dei videogiochi e l’industria culturale è sempre più stretto e intenso, con particolare attenzione al linguaggio cinematografico, ma anche alla musica, all’architettura, alle ricostruzioni storiche; lo scenario italiano, pur essendo fortemente in crescita, si misura ancora con difficoltà nel confronto con i sistemi Paese di riferimento per lo sviluppo di videogiochi a livello internazionale che si caratterizzano per la presenza di un numero più ampio di aziende di maggiori dimensioni che hanno beneficiato del sostegno pubblico, con policy mirate dedicate al settore, come ad esempio il credito d’imposta.

L’industria italiana dei videogiochi è infatti caratterizzata dalla presenza di piccole e medie imprese che, sulla base delle stime di Iidea – Italian Interactive Digital Entertainment Association (ex Aesvi) – l’associazione di categoria dell’industria del videogaming –, nel quasi 90 per cento dei casi, ricorre all’autofinanziamento per difficoltà di accesso al credito.

Il periodo di lockdown ha determinato un incremento della vendita di software a scopo ludico, ma per quanto su indicato il settore produttivo italiano necessita di incentivi pubblici per competere sul mercato anche nazionale, con competitor più grandi e di conseguenza più solidi dal punto dell’accesso alle risorse finanziarie; la legge n. 220 del 2016 – ha introdotto tra i destinatari di un credito di imposta anche le industrie dei videogiochi, ma non risultano essere stati adottati tutti i decreti attuativi in materia nonostante siano passati ormai 4 anni dall’approvazione della legge”.

Palmieri e Aprea chiedono quindi al Ministro di sapere in quali tempi preveda di completare il processo per l’emanazione di tutti i decreti attuativi che introducono il credito d’imposta ai fini delle imposte sui redditi alle imprese operanti nel territorio italiano nella produzione e nella distribuzione nazionale di software videoludico, allo scopo di incentivarne lo sviluppo e di favorire gli investimenti del settore videoludico, e quali iniziative intenda adottare per garantire l’applicazione.

PressGiochi