02 luglio 2020
ore 14:54
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Segnalazione Agcom su divieto pubblicità: “Non abbiamo alcun potere sanzionatorio verso operatori di gioco non autorizzati in Italia”

“Sembrano sfuggire alla portata applicativa della disposizione i casi potenzialmente più gravi. Se il soggetto è stabilito all’estero o si tratta di un operatore di gioco non autorizzato in Italia, all’Autorità è in astratto precluso il potere di irrogare la sanzione pecuniaria”. Lo afferma Agcom nella segnalazione inviata ieri al Governo sull’applicazione delle linee guida sul divieto di pubblicità al gioco d’azzardo. Segnalazione, che ha lo scopo di rappresentare al Governo alcune criticità interpretative e le problematiche applicative rilevate con riferimento alla disciplina introdotta dall’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, in materia di pubblicità del gioco a pagamento, anche alla luce degli esiti del processo di consultazione avviato dall’Autorità per una più efficace applicazione della norma.
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Segnalazione Agcom su divieto pubblicità: “Non abbiamo alcun potere sanzionatorio verso operatori di gioco non autorizzati in Italia”

“Sembrano sfuggire alla portata applicativa della disposizione i casi potenzialmente più gravi. Se il soggetto è stabilito all’estero o si tratta di un operatore di gioco non autorizzato in Italia, all’Autorità è in astratto precluso il potere di irrogare la sanzione pecuniaria”.

Lo afferma Agcom nella segnalazione inviata ieri al Governo sull’applicazione delle linee guida sul divieto di pubblicità al gioco d’azzardo.

Segnalazione, che ha lo scopo di rappresentare al Governo alcune criticità interpretative e le problematiche applicative rilevate con riferimento alla disciplina introdotta dall’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, in materia di pubblicità del gioco a pagamento, anche alla luce degli esiti del processo di consultazione avviato dall’Autorità per una più efficace applicazione della norma.

 

 

Sanzioni sproporzionate – Una sanzione pari comunque nel suo minimo a 50.000 euro, – afferma Agcom – per qualsiasi fattispecie e in relazione a qualsiasi soggetto, possa risultare poco ragionevole e sproporzionata.

C’è il rischio di una sproporzione della sanzione pecuniaria rispetto all’effetto lesivo del bene protetto dalla norma si consideri, a titolo meramente esemplificativo, il caso delle pubblicità che dovessero essere trasmesse nel corso di manifestazioni sportive a livello amatoriale o da esercizi commerciali di modeste dimensioni (es. tabaccherie o simili).

 

Le competenze di Adm e quelle di AGCOM – Si pone un problema di coordinamento tra le competenze attribuite all’AGCOM dalla presente norma e quelle attribuite all’AAMS dal decreto Balduzzi, sia sotto il profilo delle condotte vietate, sia sotto il profilo delle sanzioni applicabili.

Non è chiaro infatti se la clausola di salvezza della disciplina del decreto Balduzzi sia frutto di un mero difetto di coordinamento legislativo o, al contrario, si debba ipotizzare un esercizio congiunto delle competenze in materia di pubblicità di questa Autorità e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Aderendo a quest’ultima ipotesi, si dovrebbe concludere che, nel settore della pubblicità del gioco a pagamento, le competenze specifiche dell’AGCOM vadano ad aggiungersi a quelle più generiche esercitate dall’AAMS, con tutto quel che ne consegue sotto il profilo di rischio di impugnative per bis in idem.

Tale sovrapposizione di competenze si ripropone in termini ancora più netti con riferimento alla nuova disciplina, atteso che la competenza generale attribuita dall’articolo 9 del decreto dignità all’AGCOM consente all’Autorità di sanzionare ogni forma di pubblicità già vietata dall’articolo 7, comma 4, del decreto Balduzzi e non solo quelle contenute nella legge di stabilità per il 2016.

 

La delimitazione dell’ambito di applicazione delle nuove regole.- Non può non rilevarsi l’estensione della competenza dell’Autorità ad ambiti (e fattispecie) estranei al perimetro di riferimento delineato dalla legge istitutiva. Tale attribuzione di competenze costituisce un onere particolarmente gravoso anche in termini di impiego di personale.

 

L’impatto del divieto – Il divieto di ogni forma di comunicazione promozionale della propria attività precluda di fatto l’accesso al mercato dei cd. new comers che non potrebbero in alcun modo competere con i marchi già noti presso l’utenza con la conseguenza che un nuovo soggetto, ancorché legittimato ad operare sul mercato sulla base del titolo concessorio conseguito, non potrebbe comunque competere con i marchi già noti.

Sempre in quest’ottica, non può non darsi conto dell’impatto economico prodotto sui diversi settori interessati, anche indirettamente, dalla introduzione del divieto il quale rischia di produrre conseguenze non favorevoli in termini di competitività delle aziende italiane.

Al riguardo, per quel che concerne il settore audiovisivo, Confindustria radio tv ha stimato che l’introduzione del divieto comporta a carico dei broadcasters una perdita – in termini di ricavi pubblicitari – di circa sessanta milioni di euro. Considerazioni del tutto analoghe valgono per il settore dell’editoria quotidiana e periodica14. Nel 2017 gli investimenti pubblicitari nel settore dei giochi e scommesse sono stati pari a 22,7 milioni di euro; nel 2018 è state registrata una crescita del 79% arrivando ad investimenti pari a circa 40,8 milioni di euro. In generale, il trend degli
ultimi anni ha mostrato investimenti pubblicitari nel settore dei giochi e scommesse come un mercato in forte crescita, anche se il risultato 2018 è verosimilmente imputabile all’entrata in vigore del decreto dignità che, come noto, ha previsto per i contratti in corso di esecuzione una moratoria di un anno.

 

 

Infine, con più specifico riguardo al settore sportivo, la Lega Serie A ha sottolineato come tale settore in generale si finanzi con il ricorso a sponsorizzazioni e vendita dei diritti televisivi. Se si guarda al panorama europeo, il mercato delle sponsorizzazioni nel calcio e nello sport ha raggiunto nel 2018 il valore di oltre venti miliardi di euro: i ricavi da sponsorizzazione derivanti dalle società di betting rappresentano una importante fonte di guadagno per i club delle massime divisioni delle principali cinque Leghe Europee. La perdita in termini di ricavi per il solo sistema calcio (italiano) a seguito dell’entrata in vigore del divieto in esame si stima in circa 100 milioni di euro l’anno con la conseguente sostanziale penalizzazione in termini di competitività nei confronti delle altre Leghe europee. All’impatto cd. diretto dovrebbe poi aggiungersi un effetto indiretto in termini di ripercussioni occupazionali su tutta la filiera che ne uscirebbe assolutamente indebolita rispetto a quelle straniere.

 

 

Concludendo, AGCOM, auspicando un intervento regolatorio del settore da parte del governo suggerisce di adottare una strategia multilivello a scopo di contrasto efficace del gioco di azzardo, che contempli non tanto un divieto assoluto e indiscriminato di pubblicità, ma che, per un verso, abbia ad oggetto una conformazione dei contenuti del messaggio commerciale in modo da indirizzare i giocatori verso il gioco legale e verso comportamenti
responsabili di gioco, e per altro verso preveda l’introduzione di meccanismi di identificazione e di limitazione delle perdite in tutte le piattaforme di gioco, con particolare riferimento al gambling machine.

 

 

 

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