Da anni si parla dell’avvicinamento del gioco d’azzardo a quello dei videogiochi tradizionali, con l’adozione di meccaniche e narrazioni tipicamente associate agli arcade coin-op, quali sfide, missioni, bonus, livelli di
Da anni si parla dell’avvicinamento del gioco d’azzardo a quello dei videogiochi tradizionali, con l’adozione di meccaniche e narrazioni tipicamente associate agli arcade coin-op, quali sfide, missioni, bonus, livelli di avanzamento e classifiche fra utenti – che possono incentivare i giocatori a rimanere attivi su un’app e aumentare le loro possibilità di vincere premi – oppure programmando nei software di gioco specifiche fasi in cui l’abilità diventa predominante (su tutti, la famosa slot Space Invaders).
Ad oggi, è sicuramente molto più sfruttata la prima soluzione, che effettivamente ha incrementato la fidelizzazione sui canali online (come risulta anche da sondaggi svolti da istituti accreditati) rispetto alla seconda, che finora non è riuscita a creare una consistente fascia di utenti appassionati.
Adesso, però, si sta facendo strada una nuova tendenza che va esattamente nella direzione opposta, la gamblification. Il termine non è nuovo, essendo stato abbinato al famoso meccanismo – spesso contestato e vietato – delle loot box nei videogames.
Ma, grazie all’idea avuta dalla catena americana di ristorazione e intrattenimento Dave & Buster’s, esso sta acquisendo un’accezione nuova. Come è noto, tutti gli oltre 160 franchise di cui D&B dispone negli States e in Canada, hanno una sala giochi al loro interno, esclusivamente allestita con giochi di puro amusement. Ebbene, ora la catena intende consentire ai clienti di scommettere digitalmente sulle rispettive abilità ricreative, guadagnare vari premi e sbloccare vantaggi esclusivi, unendo efficacemente il concetto delle scommesse sportive al fandom arcade.
Premesso che Dave & Buster’s non ha alcuna intenzione di promuovere il gioco d’azzardo, bensì è orientata soltanto ad arricchire l’esperienza degli utenti nelle proprie locations, va sottolineato che il software predisposto in partnership con la società tecnologica Lucra consentirà di effettuare scommesse in contanti digitali peer-to-peer su giochi ‘basati sulle abilità’, quali ad esempio basket Hot Shots, Skee-Ball, air hockey, biliardo, corse automobilistiche virtuali e tiro a segno.
L’idea ha suscitato una certa ironia sui social, ma in realtà il vero problema per D&B è capire se un meccanismo del genere sia effettivamente legale. Come ha dichiarato l’avvocato Daniel Wallach ad ATS.io (sito di informazione sul mondo delle scommesse in USA), “Se i fantasy sport sono un gioco di abilità legale e non rientrano nei divieti di gioco d’azzardo previsti dalla legge statale, allora ciò potrebbe potenzialmente applicarsi a una miriade di altri giochi di abilità. Questo è ciò su cui punta Dave & Buster’s”. Ciò non toglie che la catena potrebbe anche affrontare ostacoli legali a seconda dello Stato, quantunque “nella maggior parte delle giurisdizioni il prodotto peer-to-peer sia, legalmente, il percorso di minor resistenza”, ha aggiunto il legale.
Precisato che nel momento in cui si parla di peer-to-peer il campo si restringe all’interazione diretta fra utenti, senza il coinvolgimento di alcun oddsmaker o bookmaker, bisogna fare attenzione a un altro aspetto.
Marc Edelman, professore di diritto e direttore dell’etica sportiva al Baruch College di New York, ha affermato che esiste una deroga nelle leggi sul gioco d’azzardo che consente alle persone impegnate in una competizione fisica di competere per soldi. Ad esempio, i golfisti e i tennisti professionisti pagano una quota di iscrizione per competere e possono vincere un premio in denaro. Perciò, “se due persone si sfidano nello Skee-Ball, presupponendo che l’abilità fisica determinerà effettivamente il vincitore, non ci sono problemi”, ha detto il professor Edelman. Il problema sorge nel momento in cui ci sono persone che scommettono sui giochi degli altri. “Se scommetto sul fatto che qualcun altro vincerà una partita di Skee-Ball, o se qualcun altro otterrà un particolare punteggio, senza essere impegnato in una competizione fisica, molto probabilmente sconfinerei nel gioco d’azzardo”, ha detto Edelman.
C’è poi il problema etico. Poichè Dave & Buster’s è un franchise di intrattenimento arcade rivolto alle famiglie, l’incentivo al gioco d’azzardo minorile è una evidente preoccupazione. Legislatori, come il rappresentante dello stato dell’Illinois, hanno parlato della mancanza di garanzie nell’impedire ai bambini e agli adolescenti di scommettere da soli. Pertanto, andare verso la disciplina di una branca di attività così particolare sarebbe oltremodo opportuna, altrimenti D&B rischia di finire sotto i riflettori delle autorità di controllo.
E non solo D&B: in circolazione ci sono già altre proposte di software real-money basate su giochi di intrattenimento che stanno emergendo. La stessa LucraSports ha lanciato un’app basata sul pickleball (gioco di racchetta) e un’app di tennis che consentono ai giocatori di competere tra loro con soldi veri, ma pur sempre con premi non in denaro, precisando che i suoi servizi di scommesse sono destinati solo agli utenti dai 18 anni in su e che l’importo medio di partecipazione va dai $ 5 ai $ 10. Inoltre, le locations di Topgolf e PingPod (che propongono rispettivamente giochi di golf e ping pong con gestione automatizzata), hanno già gamificato alcune delle loro esperienze prevedendo competizioni testa a testa con premi di vario tipo.
Anche in Italia sarebbe necessaria una disciplina ad hoc – mai e poi mai si può pensare di applicare le discipline dei concorsi e manifestazioni a premio – ma si può decisamente escludere che locations aperte ai minori possano confidare in un’opportunità del genere, per le ben note questioni sociali, che hanno messo in discussione persino le redemptions, e anche di buon senso. Restiamo comunque alla finestra per verificare come se la caverà Dave & Buster’s. Tutto ciò che può aprire un nuovo fronte sul piano normativo è sempre meritevole di attenzione.
Fonte immagine: https://www.restaurantbusinessonline.com/restaurant/dave-busters