01 Ottobre 2020 - 17:00

Riordino giochi: Sapar si appella a Renzi contro il taglio alle Awp

Alla vigilia della conclusione di quella che dovrebbe essere l’intesa che darà il via al riordino normativo nel settore dei giochi pubblici, gli operatori lanciano un appello al presidente del

21 Novembre 2016

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Alla vigilia della conclusione di quella che dovrebbe essere l’intesa che darà il via al riordino normativo nel settore dei giochi pubblici, gli operatori lanciano un appello al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per scongiurare l’ipotizzato taglio di 130 mila macchine e 10 mila sale.

Un’operazione simile, sostengono infatti gli addetti ai lavori, non solo graverebbe sull’occupazione perché metterebbe a rischio 500 mila posti, ma potrebbe anche determinare un aumento delle tasse per il mancato introito di 1,3 miliardi da parte dell’Erario, oltre a favorire un nuovo rischio illegalità nel settore dei giochi.

A presentare la denuncia è Raffaele Curcio che critica proprio l’intenzione di presentare in sede di legge di bilancio un emendamento che anticipa la riduzione del 30% delle Awp, ossia le nuove slot, entro il 2017 e non più in tre anni.

La proposta del governo, presentata dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, «comporta un impatto pesante, sotto punti di vista differenti. Intanto – ha detto Curcio – le aziende che dovranno ridurre gli apparecchi hanno già fatto investimenti e proiezioni e ora si trovano a fare i conti con i propri bilanci completamente disorientate. Infatti, arriveremo a sapere come cambierà la situazione soltanto alla vigilia di Natale, con l’ipotesi di avere un decreto attuativo soltanto a febbraio 2017. Tempi veramente molto ridotti dal punto di vista delle dinamiche aziendali».

Altra fonte di preoccupazione sono i posti di lavoro: secondo Curcio, «una riduzione massiccia e drastica nei tempi, non solo comporta di rivedere i piani industriali, ma anche quelli occupazionali. La stima complessiva della filiera arriva a 500 mila posti a rischio. Infatti, oltre a colpire 5.500 aziende di settore coinvolte dal taglio delle slot, la riforma peserà anche in termini di riduzione dei punti di gioco, che vedono 110.000 esercizi pubblici, 50mila tabaccherie, 6.000 sale specializzate. E i tagli peseranno anche sui lavoratori che fanno manutenzione e sul settore della ricambistica. Oggi siamo nel pieno di una crisi economica che stenta a finire, una riduzione cosi drastica può creare danni enormi».

«Confidiamo – tira le conclusioni Curcio – sul fatto che solo Renzi può scongiurare tutto questo, anche perché a essere colpita è la parte più debole di tutto il settore, quella che lavora sul campo. Per quanto riguarda il gioco problematico, è necessario trovare una «soluzione di tipo culturale e strutturale». Ed è anche vero che «esiste oggi una collisione tra norma nazionali e locali che deve essere affrontata, ma certo non in una notte. È un errore legare questo problema alla legge di manovra».

PressGiochi