01 Ottobre 2020 - 04:18

Regione Umbria. Bartolini: “Al via attività di prevenzione e cura, in autunno campagna informativa”

L’attivazione del numero verde regionale per contrastare il gioco d’azzardo patologico è una delle principali azioni messe in campo dalla Regione Umbria in seguito all’approvazione della legge regionale per la

25 Giugno 2016

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L’attivazione del numero verde regionale per contrastare il gioco d’azzardo patologico è una delle principali azioni messe in campo dalla Regione Umbria in seguito all’approvazione della legge regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura di questo grave disturbo del comportamento: lo rende noto l’assessore regionale alla sanità, Antonio Bartolini, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani a Perugia nella sede della Giunta regionale di Palazzo Donini, nel corso della quale sono stati diffusi i dati del Rapporto epidemiologico sul gioco d’azzardo patologico in Umbria.  All’incontro erano presenti il direttore regionale alla sanità, Walter Orlandi e la dottoressa Sonia Biscontini dirigente del Dipartimento per le Dipendenze dell’UslUmbria 2.

“Il gioco d’azzardo rappresenta un fenomeno multidimensionale e molto complesso a cui si connettono problemi dalle diverse sfaccettature e con ricadute su più livelli. Di conseguenza, è necessario che le strategie di risposta, per avere una qualche efficacia, siano dirette verso obiettivi specifici e diversificati, all’interno di un intervento complessivo, sistematico, coordinato su base regionale. In tema è molto sentito – ha aggiunto l’assessore – e la Conferenza delle Regioni ha dedicato un intera seduta all’approfondimento di questo fenomeno.  Inoltre all’assemblea dei Comuni dell’Anci è stato presentato il lavoro che i vari Comuni stanno portando avanti per contrastare un fenomeno sempre più preoccupante”.

L’assessore ha evidenziato che “la Regione ha messo in campo vari interventi di prevenzione, cura e riabilitazione dal gioco d’azzardo patologico rispettando in pieno le indicazioni del decreto Balduzzi (n. 158 del 2012) che ha incluso queste azioni nei Livelli Essenziali di Assistenza”.

“In Umbria i servizi per le dipendenze delle Aziende USL – ha precisato l’assessore – hanno iniziato già da diversi anni a strutturare interventi specifici ed attualmente presso quasi tutti i territori distrettuali è presente un punto di accoglienza e di presa in carico per i giocatori patologici ed i loro familiari. Tra le misure attuate in applicazione della legge regionale – ha proseguito –  di grande importanza è sicuramente l’attivazione del numero verde regionale (800.410.92) avviato dall’UslUmbria2 già da tempo in forma sperimentale, che offre gratuitamente ed in forma anonima informazioni, ascolto, consulenza ed orientamento. L’obiettivo è che tutti i punti di gioco lecito abbiano esposto in modo visibile il numero in modo da raggiungere un numero elevato di giocatori. Entro la fine di luglio sarà anche pubblicato un avviso per raccogliere idee per una campagna di informazione da far partire entro l’autunno”.

Concludendo l’assessore ha riferito che “a livello locale, sono stati adottati regolamenti ed iniziative da parte di molti Comuni umbri finalizzati alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico, anche attraverso la regolamentazione delle attività commerciali con offerta di giochi leciti. A maggio 2014 è stato attivato, potenziando un intervento già attivo, il Centro di riferimento regionale per il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo, collocato presso il Dipartimento dipendenze dell’Azienda USL Umbria 2, sede di Foligno, con l’obiettivo di sperimentare un approccio multidisciplinare specifico e completo”.

Nel novembre 2014 è stata adottata la legge regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico, seguita da un piano operativo  di dettaglio, che prevede una serie di azioni rivolte al contenimento della diffusione dei locali con apparecchi per il gioco, tramite misure di natura fiscale (IRAP) ed il marchio NO SLOT, alla regolamentazione dei locali con apparecchi per il gioco, con riferimento alla distanza da luoghi sensibili come scuole, luoghi di aggregazione giovanile e strutture sanitarie residenziali, alla formazione dei gestori e del personale, all’esposizione di materiali informativi obbligatori, al divieto di pubblicità, all’attivazione di un numero verde regionale, alla formazione degli operatori sanitari e sociali e dei volontari, all’attivazione di interventi, anche sperimentali, da parte delle ASL, alla valorizzazione e promozione degli interventi delle associazioni e, in via generale, alla strutturazione di un intervento di sistema, cui concorrano gli enti locali, le istituzioni ed i soggetti informali presenti nel territorio.

Il direttore regionale alla sanità Walter Orlandi  ha aggiunto che “per affrontare un problema tanto complesso come quello del gioco d’azzardo patologico, su cui intervengono fattori molteplici, individuali, familiari, sociali, economici e culturali, un primo passo è quello di comprenderne i diversi aspetti, con una lettura a tutto campo. La battaglia contro il gioco d’azzardo è estremamente complessa e il ruolo dei media è fondamentale per poter far arrivare a tutta la popolazione l’informazione che esistono dei servizi dedicati alla cura”.

La dottoressa Biscontini ha ricordato che il numero al numero verde dell’UslUmbria 2 Centro di riferimento regionale per le dipendenze da gioco, arrivano chiamate da tutta Italia. “A rispondere –  ha detto – sono operatori qualificati che forniscono informazioni sui vari servizi. Al più presto – ha detto Biscontini – speriamo di poter offrire anche un appoggio tramite un tributarista e un commercialista, visto che tutti i giocatori si trovano ad affrontare il grave problema dell’indebitamento”.

PressGiochi