11 novembre 2019
ore 22:08
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Pirrello (Agge Sardegna): “Per la difesa del comparto serve un progetto comune d’azione”

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Pirrello (Agge Sardegna): “Per la difesa del comparto serve un progetto comune d’azione”

“Ho tentato, seppur con una certa dose d’ironia, di far passare il messaggio che il lavoro del gestore di apparecchi da intrattenimento e’ oramai finito, sebbene alcuni fingano di non saperlo ed altri inconsciamente siano ancora convinti del contrario.

Inutile – afferma Francesco Pirrello di Agge Sardegna – che mi divulghi in cronostorie dal 2003 in poi, i miei coetanei sanno bene cosa e’ successo e non c’e’ piu’ tempo per i rimpianti. I gestori (identificati come le piccole imprese artigiane del settore) sono come gli zomby vivono una realta’ extra terrestre e a nulla servono gli sterili tentativi rivoluzionari anche perche’ improvvisati, non adeguatamente supportati ma  soprattutto carenti nella comunicazione. D’altronde chi ha i mezzi non ha interesse e preparazione chi ha il coraggio e capacita’ manca di risorse e di consensi. In tale scenario i concessionari e le lobby a loro collegate la fanno da padroni prova e’ che mentre noi siamo in via d’estinzione loro aumentano gli investimenti ed il portafoglio dei giochi.

 

La politica dal canto suo e’ troppo distante dalla realta’ e l’unico tramite che hanno per arrivarci passa obbligatoriamente per la strada del concessionario. L’ADM  fa la parte di Ponzio Pilato sta a guardare dalla finestra. Per tentare di rallentare la metastasi settoriale in corso, a mio modesto parere occorrerebbe anzitutto concordare la diagnosi e poi decidere una terapia di contrasto mirata ed efficace.

Smettiamo di litigare sul da farsi e quando, soprattutto smettiamola di farci prendere per mano da questo o quel collega o meglio da questa o quella chat. I presidenti o rappresentanti delle associazioni dovrebbero sapere come, quando e dove si deve agire e soprattutto cosa chiedere e rivendicare alla politica e alle istituzioni e gli associati se del caso dare disponibilita’ ad eventuali iniziative di protesta. Gli altri (contro) godono della nostra litigiosita’ e disorganizzazione e mentre noi stiamo a litigare loro agiscono (o meglio hanno gia’ ottenuto).

Pertanto mi dissocio da ogni libera iniziativa (anche perche’ come avuto modo di constatare personalmente non preventivamente concordate) restando a disposizione delle categorie interessate se, in sintonia con la mia analisi affinche’ ci si sieda intorno ad un tavolo senza pregiudizi e senza manie di protagonismo per realizzare un progetto comune d’azione libero e democraticamente approvabile da sostenere a difesa del comparto. Possibilmente per questioni d’opportunita’ sarebbe opportuno che l’incontro avvenga a roma entro e non oltre il 1 febbraio p.v. (sede e orario da definirsi) e che nel caso d’intesa,ogni eventuale iniziativa decisa dovra’ essere attuata almeno 20 gg prima delle elezioni europee”.

 

PressGiochi

 

 

 

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