11 novembre 2019
ore 22:14
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Pastorino (STS): “Chi promette nuove tasse sul gioco, o non conosce il settore o prende in giro i cittadini”

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Pastorino (STS): “Chi promette nuove tasse sul gioco, o non conosce il settore o prende in giro i cittadini”

“Basta al proibizionismo sul gioco. Nel silenzio generale si stanno mandando in fumo migliaia di posti di lavoro e l’attività di contrasto all’illegalità attuato negli ultimi anni. Non neghiamo con questo il problema del gioco patologico, il settore evidentemente non ha saputo comunicare bene la sua importanza ma va detto che siamo continuamente vittime di fake news”.

“Siamo in attesa dei dati dello studio realizzato dall’ISS, – ha dichiarato Giorgio Pastorino Presidente di STS in occasione del convegno di Torino dal titolo “LIBERI DI SCEGLIE: BASTA PROIBIZIONISMO” organizzato da Istituto Friedman, Federazione Italiana Tabaccai e Sindacato Totoricevitori Sportivi – ma nel frattempo i dati riferiti sul gioco patologico sono assolutamente non giustificati. Si parla di giocatori problematici. Ma non c’è alcuna prova scientifica che i giocatori problematici diventeranno patologici e malati un giorno.

Altro problema di comunicazione è legato alla distinzione tra raccolta e spesa o al fatto che il gioco paghi una tassazione più ridotta degli altri settori. Per le slot, la tassazione sull’utile supera il 63%, quindi tutti i candidati politici che in questi giorni stanno promettendo gli interventi più disparati a fronte di nuove tasse sul settore, o non sono informati o prendono in giro i cittadini.

Anche la politica locale ha pensato di raccogliere facile consenso in seguito alla battaglia al gioco legale. Devo denunciare che molte associazioni sul gioco sono nate dopo che è scoppiato il caso mediatico sulle ludopatie, il settore ha fatto molto di più per le ludopatie di quanto hanno fatto gli amministratori locali.

Pensiamo ai corsi di formazione dei nostri dipendenti, al lavoro di supporto realizzato per il legislatore o per chi si occupa clinicamente della cura. Le proposte non sono mancate, ma gli amministratori non hanno voluto capire che la differenza non la fa un distanziometro, ma un imprenditore preparato a riconoscere ed affrontare il problema. I territori non hanno fatto molto sul fronte della formazione, oltre a dare soldi a pioggia per progetti di dubbia efficacia e introdotto i distanziometri.

Siamo qui per dire basta a queste assurdità di una politica che per raccogliere pochi voti danneggia un settore economico. Per questo protesteremo nel pomeriggio qui a Torino”.

 

PressGiochi

 

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