06 luglio 2020
ore 03:53
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Operazione ‘anno zero’: sequestrati beni per 300mila euro a imprenditore legato al settore dei giochi e delle scommesse

La DIA ha eseguito a Castelvetrano (TP) un decreto di sequestro di beni emesso dalla Sezione Penale e Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, presieduta dal dott. Enzo Agate, su proposta avanzata congiuntamente dal Direttore della DIA, Generale di Divisione Giuseppe Governale, e dal Procuratore della Repubblica di Palermo, nei confronti di un imprenditore 35enne, attivo nel settore dei giochi e delle scommesse, indiziato di appartenere a cosa nostra. L’attività si basa sulle acquisizioni investigative dell’operazione “anno zero”, svolta nel 2018, nel cui ambito furono eseguiti provvedimenti di fermo e decreti di sequestro emessi dalla DDA di Palermo nei confronti di numerosi affiliati a famiglie mafiose del mandamento di Castelvetrano...
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Operazione ‘anno zero’: sequestrati beni per 300mila euro a imprenditore legato al settore dei giochi e delle scommesse

La DIA ha eseguito a Castelvetrano (TP) un decreto di sequestro di beni emesso dalla Sezione Penale e Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, presieduta dal dott. Enzo Agate, su proposta avanzata congiuntamente dal Direttore della DIA, Generale di Divisione Giuseppe Governale, e dal Procuratore della Repubblica di Palermo, nei confronti di un imprenditore 35enne, attivo nel settore dei giochi e delle scommesse, indiziato di appartenere a cosa nostra.

L’attività si basa sulle acquisizioni investigative dell’operazione “anno zero”, svolta nel 2018, nel cui ambito furono eseguiti provvedimenti di fermo e decreti di sequestro emessi dalla DDA di Palermo nei confronti di numerosi affiliati a famiglie mafiose del mandamento di Castelvetrano.

Le indagini, suffragate anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, dimostrarono come l’espansione, nella Sicilia occidentale, delle agenzie di scommesse affiliate a siti di gioco on line (illeciti) sponsorizzati dall’indagato, fosse strettamente correlata alla sua interazione con il citato sodalizio.

Tali rapporti d’affari erano stati avviati, fra il 2012 e il 2013, per iniziativa di un soggetto definitivamente condannato per associazione mafiosa, nonché parente di Matteo Messina Denaro e continuarono, anche dopo l’arresto di quest’ultimo (avvenuto nel dicembre 2013).

L’odierno provvedimento, scaturito da accertamenti patrimoniali svolti dalla DIA, che hanno disvelato una netta sperequazione fra i redditi dichiarati e gli investimenti sostenuti dall’imprenditore per l’attività d’impresa, ha riguardato:

  • quote e intero compendio aziendale di 2 società di capitali ed 1 ditta individuale (con sedi a Palermo e a Castelvetrano) operanti nel settore della ristorazione e nei servizi informatici di gestione di sale giochi e scommesse;

  • un appartamento, un appezzamento di terreno ed un fabbricato in corso di costruzione a Castelvetrano;

  • diverse autovetture e motocicli;

  • 4 conti correnti bancari, 1 polizza, depositi e rapporti con istituti di credito,

per un valore prudenzialmente stimato in oltre 300mila euro.

PressGiochi

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