01 Ottobre 2020 - 14:41

Marini (AGN): “L’equilibrio tra mercato e salute pubblica è un approccio corretto al mondo del gioco”

  Durante il convegno. ‘Gioco e Territorio. Un equilibrio possibile tra business e salute pubblica’ è intervenuto Matteo Marini AD di Admiral Gaming Network uno dei relatori presenti all’incontro di

15 Luglio 2016

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Durante il convegno. ‘Gioco e Territorio. Un equilibrio possibile tra business e salute pubblica’ è intervenuto Matteo Marini AD di Admiral Gaming Network uno dei relatori presenti all’incontro di Perugia.

“Il settore contribuisce fortemente alla spesa pubblica, si parla di 9 miliardi all’anno- ha dichiarato Marini- questo non va dimenticato allo stesso tempo ora si sa quanto le persone spendono. Due elementi allo stesso modo importanti. Questo settore è diventato una sorta di gallina dalle uova d’oro, per questo lo stato ha cercato di spremere aumentando gli apparecchi, cosa che ha portato problemi agli operatori stessi, perché il mercato ne ha risentito. E’ sbagliato dire che cresce il gioco, è cresciuta la raccolta. Su questo settore è facile speculare, ma spesso si prendono abbagli clamorosi. Nelle regioni azioni limitanti come le distanze a 500 metri, non risolvono il problema delle dipendenze. Il problema invece deve essere affrontato in maniera scientifica. Discorso simile vale per gli orari ed esempi come quello di Bolzano dimostrano come il proibizionismo ha portato alla proliferazione dei Totem. Dobbiamo ricordare inoltre che in questo settore lavorano 120 mila persone e di questo le istituzioni devono tenere conto.

 

Il titolo di questo convegno è la risposta: “Un equilibrio possibile”.

Un approccio che consenta di dare risposta ad una domanda che c’è e non si può negare, anche perché la dimensione ludica, ce lo insegnano gli psicologi, è una dimensione ineludibile per l’uomo (per fortuna, oserei dire) ma che tenga conto delle giuste istanze di sicurezza per i minori, per i soggetti a rischio, e le istanze degli operatori che giustamente chiedono certezza delle regole nel tempo per poter programmare i propri investimenti e le assunzioni di personale. Certezza delle regole anche fiscali.

 

E’ possibile questo approccio equilibrato? A nostro giudizio è possibile:

Quanto alla sicurezza per l’accesso al gioco da parte dei minori, è stata presentata dalle associazioni degli operatori, concessionari e gestori, una proposta di un apparecchio che consenta solo l’accesso mediato dall’esercente così da avere la certezza che c’è qualcuno che controlla se chi gioca è maggiorenne.

Quanto alla distribuzione, come concessionari (ma so che da parte di molti gestori c’è comunanza di vedute) siamo assolutamente consapevoli che l’attuale numero di apparecchi nei bar sono troppi. Sono certo che una riduzione progressiva e programmata non incontrerebbe l’opposizione di chi opera nel settore ma di nuovo siamo al tema della programmazione, nel mondo produttivo è obbligatorio programmare e poter programmare per dare sostenibilità alla propria attività.

E’ certamente auspicabile che progressivamente il gioco venga concentrato in locali dedicati che garantiscano i livelli di sicurezza per i giocatori ma anche un’esperienza di gioco piacevole e che garantiscano i controlli che lo Stato deve esercitare. Anche su questo punto ritengo che tutti gli operatori non possano che concordare

Allo stesso tempo è importante che si mantenga una distribuzione capillare, sarebbe un clamoroso errore togliere da un giorno all’altro le slot dai bar, come già avvenuto, infatti, verrebbero rimpiazzate da congegni illegali.

L’equilibrio che chiediamo riguarda anche il tempo con cui determinate operazioni si portano a compimento. Se chi gioca vive un’esperienza di gioco migliore in una sala dedicata rispetto a un bar sarà naturale che progressivamente sarà il mercato a spostarsi in quella direzione.

Il cambiamento va accompagnato, non imposto, come ci insegnano alcuni studiosi di scienze sociali.

 

II sottosegretario Baretta- ha concluso Marini – mi ha colpito molto facendo autocritica sul settore della nautica che sta crollando, mi auguro che ci troveremo fra dieci anni in un convegno in cui le istituzioni potranno affermare di aver accompagnato il nostro settore verso il rinnovamento. l’approccio corretto è proprio cercare un equilibrio che è, e deve essere, possibile”.

 

PressGiochi