01 Marzo 2021 - 07:15

Le donne di nuovo in Piazza a Roma. Campanella (Emirebus): “Ci faranno chiudere per fallimento indotto. Il settore giochi ha bisogno di aiuti anche dopo le riaperture”

Tornano a scendere in piazza le donne del settore del gioco legale per chiedere la riapertura delle attività, ma non solo. Serve l’apertura di un dialogo con il Governo per

21 Gennaio 2021

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Tornano a scendere in piazza le donne del settore del gioco legale per chiedere la riapertura delle attività, ma non solo.

Serve l’apertura di un dialogo con il Governo per sostenere le attività che sono ormai senza ossigeno.

A confermarlo è Antonia Campanella, presidente dell’associazione Emirebus che afferma a PressGiochi: “Spero che grazie al fatto che la crisi di Governo è stata superata continuino ad arrivare i ristori che ancora devono arrivare. I lavoratori del settore del gioco sono alla fame. Se si bloccasse tutto sarebbe davvero la fine.

Son contenta che abbiamo già un’istanza protocollata ed un interlocutore presso il Governo per la nostra richiesta di riapertura e aiuti – continua -. E’ proprio il tempo che non abbiamo, ne abbiamo perso troppo, troppo. Sei mesi di chiusura sono insostenibili.

Le attività che sono veramente a rischio riapertura sono le sale dedicate e le sale bingo perché laddove non ci sono le scommesse non c’è nemmeno un minimo di online. L’online ovviamente varia in base al prodotto, al concessionario  e al contratto che stabilisce le percentuali di guadagno.

Quello che posso dire è questo, che ogni giorno che passa qualche attività muore. Più tempo passerà, più attività andranno a morire perché non dobbiamo guardare solo il momento fino alla riapertura.

Anche dopo continueranno a crollare attività.

Abbiamo bisogno di aiuti concreti, devono diminuire la tassazione sul gioco e lasciar respirare un po’ le aziende con maggiori risorse. Non si riprenderanno a lavorare subito, posto che sarà a maggio o ad aprile, siamo in una fase calante, il campionato sta finendo oltre al fatto che la gente ha il terrore e l’economia è ferma. In questo momento settori fermi ce ne  sono abbastanza. La ripresa sarà molto lenta ed è molto difficile ripartire. Anche dovessimo riaprire domani continueranno a perdersi delle attività, se non ci saranno giusti sostegni da parte del governo.

Anche la situazione sul territorio è paradossale con Regioni che impongono la chiusura a categorie di attività già chiuse.

Saranno queste le domande che andrò a porre al Governo se ne avrò modo – conclude Campanella -. Se non ci vogliono più basta dirlo, ci indichino come riconvertirci, cosa fare per salvare l’occupazione. Il dialogo  è l’unica via che ha questo Governo per scoprire la voce di chi operativamente vive il settore e può dare tutte quelle indicazioni che chi sta negli uffici non sa, perché solo chi ha una attivià puà dare le giuste indicazioni e far uscire pregi e difetti del settore e per trovare una via per migliorarlo.

Questo modo di fare che ci tiene chiusi ci farà chiudere per fallimento indotto. Non siamo falliti per colpa nostra ma falliamo per induzione al fallimento.

Parlando si può trovare un accordo per muoversi di pari passo. Stiamo morendo psicologicamente ed economicamente in tutti i sensi, ormai manca l’aria. E non è per le mascherine. Tutto questo è davvero impensabile.

Quale attività può sopportare 8 mesi di chiusura. Impossibile!”.

 

PressGiochi