24 Novembre 2020 - 10:37

Fipe-Confcommercio: il 28 ottobre in piazza per protestare contro le chiusure

I contagi balzano in tutta Italia, facendo segnare nuovi record, ma il settore dei pubblici esercizi è già fra le vittime economiche di questa seconda ondata del Covid-19. Così il

22 Ottobre 2020

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I contagi balzano in tutta Italia, facendo segnare nuovi record, ma il settore dei pubblici esercizi è già fra le vittime economiche di questa seconda ondata del Covid-19. Così il comparto annuncia una manifestazione il 28 ottobre dei gestori dei pubblici esercizi in 10 capoluoghi di regione, Firenze, Milano, Roma, Verona, Trento, Torino, Bologna, Napoli, Cagliari, Catanzaro, e a Bergamo.

Sono a rischio di sopravvivenza 340 mila imprese. «Occuperanno contemporaneamente alle 11.30 le piazze» di 11 città, spiega Fipe-Confcommercio che promuove l’iniziativa per ricordare il valore economico e sociale del settore, che occupa oltre un milione e duecentomila addetti e per chiedere alla politica un aiuto per salvaguardare “un tessuto di 340mila imprese che prima del Covid19, nel nostro paese generava un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno». «Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 – spiega Fipe – stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi. Non soltanto i ristoranti, svuotati dall’effetto psicologico negativo determinato dall’impennata di nuovi casi, ma anche i bar, i locali di intrattenimento e le imprese di catering e banqueting, impossibilitati a lavorare a causa delle restrizioni sugli orari di apertura e sui partecipanti a eventi e matrimoni».

«Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravità del momento, ma è impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa – sottolinea Fipe -. Coniugare sicurezza e lavoro è possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta». «Questo mondo – conclude – chiede con forza con forza la possibilità di sopravvivere. In assenza di aiuti economici purtroppo queste imprese soccomberanno. Sicuramente a fine anno chiuderanno 50.000 imprese, con oltre 350.000 addetti che perderanno il posto di lavoro».

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