28 Novembre 2020 - 03:49

Dl Ristori nel CdM di oggi. Misiani: “Priorità agli aiuti a chi ha chiuso le attività”

Il governo si appresta a varare, nel Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio, un decreto con aiuti che oscillano tra i 4 e gli 8 miliardi, tutti finanziati recuperando risorse inutilizzate

27 Ottobre 2020

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Il governo si appresta a varare, nel Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio, un decreto con aiuti che oscillano tra i 4 e gli 8 miliardi, tutti finanziati recuperando risorse inutilizzate in bilancio. Sono queste le cifre al centro del nuovo decreto legge di emergenza allo studio del governo, per dare un contributo economico immediato ai settori di nuovo costretti a chiudere, o quasi, per contenere la pandemia da Coronavirus. Previsti ristori fino al 200% delle perdite: dalla cancellazione dell’Imu per palestre e ristoranti, ai contributi a fondo perduto. Previste anche altre 6 settimane di Cig.

Secondo una prima stima, sono oltre 325mila le imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro e codice Ateco che rientra nella categorie che sono state fermate dal Dpcm (quindi ristoranti, gelaterie, bar, pasticcerie, catering, centri termali, attività legate a feste e cerimonie, attività sportive e stabilimenti termali) che riceveranno il nuovo contributo a fondo perduto. Di questi, 91.625 sono i nuovi beneficiari che si aggiungono alle 234.065 imprese delle stesse categorie che hanno già ricevuto il ristoro previsto dal dl Rilancio.

Si punta inoltre ad aumentare l’entità dei rimborsi rispetto a quelli erogati precedentemente (in base al calo del fatturato di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente): andranno “dal 100% al 200% di quanto, in base al calo del fatturato di aprile 2020, le aziende hanno ottenuto con il Fondo perduto del decreto Rilancio. In alcuni casi forse anche superiori”, garantisce il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, spiegando che quindi potranno arrivare al doppio di quelli ricevuti.

Tuttavia gli importi dovrebbero essere differenziati, dando priorità in termini di valore del sostegno, alle attività che saranno chiuse rispetto a quelle che potranno rimanere aperte fino alle 18. “Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24”, ha spiegato il viceministro Antonio Misiani. Sul piatto ci sono circa due miliardi per finanziare gli aiuti a fondo perduto, il credito d’imposta per gli affitti commerciali di ottobre e novembre, cedibile al proprietario, e lo stop della seconda rata Imu estesa anche alla ristorazione e allo sport.

 

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Fonte immagine: il Messaggero