01 Ottobre 2020 - 17:56

Ippica. Preoccupazione da parte delle associazioni su ultima bozza Delega fiscale

Grande preoccupazione da parte delle rappresentanze dell’ippica italiana di fronte alle ultime riforme previste nella bozza della delega fiscale. “Se questa fosse la Riforma che ci attende saremmo davvero molto

05 Giugno 2015

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Grande preoccupazione da parte delle rappresentanze dell’ippica italiana di fronte alle ultime riforme previste nella bozza della delega fiscale.

“Se questa fosse la Riforma che ci attende saremmo davvero molto molto preoccupati e dal 2018 non avremmo neppure più le minime risorse economiche per poter sopravvivere e l’ippica tutta chiuderebbe inesorabilmente i battenti. Come fa sapere il Coordinamento Ippodromi “non crediamo che questa possa essere la volontà del Governo . Continuiamo ad essere fiduciosi , certi che alla fine verrà Imboccata la strada migliore per salvare il nostro mondo , ascoltando le opinioni di tutta la filiera , nelle opportune sedi istituzionali. Sollecitiamo quindi una urgente convocazione da parte del Ministeri competenti”.

 

Fa sapere di essere “contraria – HIRA, soggetto rappresentativo delle Associazioni dei Proprietari, Allevatori di trotto e galoppo e di alcune tra le principali Società di Corse italiane e delle categorie produttive e professionali dell’ippica nazionale – e di ritenere del tutto inammissibile immaginare di poter di dare vita a un ente di gestione dell’ippica italiana che escluda gli unici soggetti veramente rappresentativi dell’intera filiera produttiva a favore di pochi autoeletti.
IHRA rinnova al Ministero la propria offerta a confrontarsi, da subito, con le Autorità per fugare ogni dubbio su chi abbia titolo o meno di rappresentanza del mondo ippico e per questo chiama a raccolta tutte le categorie. Inoltre per quanto concerne i tempi di cessazione del contributo pubblico, indicati a fine 2017, IHRA tiene a evidenziare la totale impossibilità pratica di accogliere una tale scadenza, non avendo dato, al futuro organismo, il tempo minimo necessario per rimettere il settore – tuttora incatenato e limitato da scelte di terzi – in grado di autofinanziarsi, come invece il nostro progetto consente nell’adeguato lasso temporale”.
PressGiochi