Nel corso del convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, organizzato dal Milton Friedman Institute e in svolgimento presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio a Roma, è intervenuto anche
Nel corso del convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, organizzato dal Milton Friedman Institute e in svolgimento presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio a Roma, è intervenuto anche Emilio Zamparelli, in rappresentanza di STS FIT, per dare voce alla posizione dei tabaccai e della rete di raccolta, “l’ultimo anello della filiera, quello che materialmente raccoglie il gioco sul territorio”.
“Negli ultimi giorni – ha esordito – ho sentito parlare molto di gare, che sono certamente un tema centrale del riordino, ma non sono l’unico tema. Altri aspetti fondamentali sono stati lasciati in secondo piano, mentre i diritti messi a gara devono poi poter essere effettivamente esercitati”.
Zamparelli ha richiamato in primo luogo la questione territoriale: vincoli di distanza e fasce orarie restano, a suo avviso, nodi irrisolti. “Se si assegnano diritti ma poi sul territorio questi diritti non possono essere esercitati, il riordino rischia di non essere efficace. Non possiamo concentrare tutta l’attenzione solo sulle gare”.
Ha citato l’esperienza dell’online, ricordando come il dibattito si sia focalizzato in passato sul costo delle concessioni, trascurando altri aspetti che oggi stanno producendo effetti rilevanti, come il limite dei 100 euro settimanali di ricarica. “Per questo – ha sottolineato – il riordino va affrontato nella sua interezza, non a comparti stagni”.
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato l’unità della filiera. “Il confronto che chiediamo all’Amministrazione e al MEF dobbiamo prima farlo tra di noi. Serve un dialogo serio e concreto tra tutti gli attori, per arrivare a posizioni comuni. Se ognuno parla con una voce diversa, perdiamo efficacia”.
Sul tema delle distanze, Zamparelli ha espresso una posizione netta: “Non devono esserci per nessuno. Accettare oggi vincoli di cento metri o fasce orarie in un mercato profondamente cambiato è un errore. Il mercato è mutato: oggi si può giocare online da qualunque luogo, senza doversi recare fisicamente in un punto vendita. Sono concetti semplici che dobbiamo iniziare a far passare con chiarezza”.
Altro punto cruciale è la salvaguardia della rete esistente. “Si parla molto di tutela delle piccole e medie imprese, ma poco della rete di raccolta che, con le prossime gare, sarà di fatto azzerata. L’operatore che oggi raccoglie gioco domani potrebbe non avere più alcuna certezza: non sappiamo se ci saranno vincoli normativi o se i concessionari confermeranno l’attuale rete”. Secondo Zamparelli, sono oltre 40.000 i posti di lavoro potenzialmente coinvolti.
Infine, il tema della sostenibilità economica delle gare. “È fondamentale che siano sostenibili. In passato, gare economicamente troppo onerose hanno portato a scaricare parte dei costi sulla rete, attraverso canoni e oneri aggiuntivi a carico degli esercenti. Non possiamo ripetere quegli errori”.
In conclusione, Zamparelli ha invitato l’intera filiera a un cambio di approccio: “Dobbiamo iniziare a ragionare in modo diverso, mettendo a fattor comune esperienze e proposte. Se ciascuno difende solo la propria posizione, non arriveremo mai a un riordino efficace e sostenibile per tutti”.
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