29 Settembre 2020 - 11:52

Young Millennials Monitor. Zucconi (Nomisma): “Il 51% dei minori gioca; tra i più diffusi, Gratta&Vinci, scommesse e giochi online”

“L’Osservatorio Gioco & Giovani, nato nel 2009, analizzava in principio le dimensioni del mercato dei giochi d’azzardo con vincite in denaro e ha rappresentato un punto di riferimento tecnico-scientifico per

01 Luglio 2015

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“L’Osservatorio Gioco & Giovani, nato nel 2009, analizzava in principio le dimensioni del mercato dei giochi d’azzardo con vincite in denaro e ha rappresentato un punto di riferimento tecnico-scientifico per istituzioni, scuole e operatori economici. Dal 2009, poi, l’Osservatorio ha ripreso la sua attività solo nel 2014, con Gioco & Giovani – Young Millennials Monitor, presentando tre principali fattori innovativi.

Silvia Zucconi Coordinatore di Young Millennials Monitor Nomisma racconta così a PressGiochi i risultati dello studio realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna sul rapporto ‘Gioco e Giovani’.

“Innanzitutto – ci spiega la dr.ssa Zucconi – l’analisi multi-disciplinare del fenomeno. Nomisma ha infatti avviato in questi anni una collaborazione con l’Università di Bologna (Dipartimenti di “Scienze Economiche”, “Sociologia e Diritto dell’Economia” e “Scienze Mediche e Chirurgiche”) con l’obiettivo di analizzare tutte le dimensioni del fenomeno gioco.

In secondo luogo, la disponibilità di una base informativa unica che consente di monitorare, non solo la dimensione socio-economica del settore, ma anche le abitudini e comportamenti di gioco dei giovani.

Il terzo elemento che contraddistingue il nuovo progetto, riguarda l’identificazione di un metodo innovativo per la valutazione dell’incidenza del gioco problematico e le relative conseguenze in termini assistenziali e di costi sanitari”.

 

Quali sono le principali evidenze dello studio realizzato?

Innanzitutto i dati indicano che, nel corso dell’ultimo anno scolastico, il 54% dei giovani studenti italiani ha tentato la fortuna almeno una volta: si tratta di 1,3 milioni ragazzi. Il 10% è frequent player, ha giocato, cioè, una volta a settimana o anche più spesso. Già questi dati sono un segno inequivocabile del fascino che il gioco, con le sue attrattive (sfida della sorte, aspetti ludici, speranza di un cambiamento di vita radicale), esercita sui ragazzi.

L’indagine Nomisma in collaborazione con Università di Bologna ha inoltre rilevato nel 6% degli studenti italiani la quota di ragazzi con approccio problematico al gioco, approccio che si manifesta attraverso disagi psico-emotivi o relazionali associati al gioco d’azzardo.

Un altro indicatore utilizzato nell’ambito del progetto è stato il Kidscreen, che misura la percezione di malessere dei ragazzi, quest’ultima è stata riscontrata nel 25% dei giovani ed è una variabile che incide sull’approccio problematico dei giovani al gioco d’azzardo.

 

Che tipo di campione è stato utilizzato. Lo studio utilizza un campione rappresentativo della popolazione di riferimento?

L’universo di riferimento dell’indagine è rappresentato dagli studenti di età 14-19 anni delle scuole secondarie di secondo grado italiane (circa 2,5 milioni di ragazzi). L’indagine Gioco e Giovani – Young Millennials Monitor Nomisma ha coinvolto un campione di oltre 14.000 studenti e tale numerosità assicura un errore campionario molto contenuto e ci permette di parlare di un campione rappresentativo dell’intero universo oggetto di indagine. Per questo motivo i risultati rilevati sugli studenti che hanno partecipato possono riferirsi a tutti gli studenti italiani di quella fascia d’età.

 

Qual è la curiosità che non avreste sicuramente immaginato di avere dai risultati della survey?

Dall’indagine – dichiara a PressGiochi Zucconi –  emergono due dati rilevanti. Innanzitutto, la propensione al gioco d’azzardo in Italia è un fenomeno distribuito in modo difforme: vi sono fattori che in modo chiaro ed inequivocabile determinano una maggior propensione al gioco tra i giovani. Genere, area geografica di residenza, tipo di scuola frequentata, caratteristiche della famiglia di provenienza, rendimento scolastico in matematica, stili di vita problematici quali l’uso di sostanze potenzialmente d’abuso. L’altro dato che emerge dall’indagine Young Millennials Monitor Nomisma è l’accesso al gioco d’azzardo dei minorenni (il 51% ha giocato nell’anno scolastico 2014-2015 in almeno 1 occasione).

 

Qual è il gioco che attira maggiormente i giovani?

Nella classifica dei giochi più popolari svettano il Gratta & Vinci (durante l’anno scolastico 2014/2015 lo ha sperimentato il 38% degli studenti 14-19 anni), le scommesse sportive in agenzia (25%) e i Giochi di abilità online (20%). Rispetto al 2008 (anno della precedente indagine Nomisma sul gioco d’azzardo tra i giovani), si riscontra una perdita di appeal dei giochi “tradizionali” (Superenalotto e Lotto), a favore dei giochi a tema sportivo e dei giochi online. La maggior parte dei giovani (28% sul totale) ha giocato ad 1-2 tipologie di gioco durante l’anno scolastico 2014-2015; un ulteriore 14% ne ha sperimentati tre o quattro mentre il 12% degli studenti ha partecipato ad almeno 5 tipologie di gioco, dato che denota una ricorsività nell’aprroccio al gioco.

 

Qual è la motivazione principale che spinge uno ragazzo a giocare?

Si prova il gioco d’azzardo innanzitutto per curiosità (il 30% indica tale fattore come motivazione principale che ha indotto a sperimentare per la prima volta il gioco d’azzardo), per caso (23%) o perché il gruppo di amici già giocava (14%).

 

Quanto influisce la pubblicità? E quanto le abitudini familiari?

Le abitudini familiari e la pubblicità sono entrambi fattori che influiscono sull’approccio al gioco d’azzardo. In particolare, il 5% dei ragazzi indica “il gioco in famiglia” come prima motivazione principale che li ha spinti a giocare (il 14% individua gli amici che giocano come prima motivazione d’ingresso). Su tutte è la curiosità a esercitare il vero fattore di attrazione iniziale.

Ma l’influenza della famiglia è certamente più elevata rispetto alle motivazioni iniziale e ciò è testimoniato attraverso una misurazione indiretta: la propensione al gioco è maggiore nelle famiglie in cui vi è abitudine al gioco (65% vs 10% in famiglie non giocatrici).

 

Quanto è alta la percezione dei giovani verso i giochi vietati? 

Un altro punto che emerge dall’indagine è la necessità di maggiore informazione sui divieti di gioco. L’indagine ha rilevato partecipazione a giochi e scommesse anche tra i minorenni, anche laddove sussiste un divieto specifico; ad esempio a New Slot e VLT gioca l’8% dei minorenni, alle Scommesse sportive in agenzia (23%), al Poker online (8%) ed al Bingo (6%). Più della metà dei minorenni ha giocato in almeno una occasione ad un gioco d’azzardo nell’ultimo anno (51%), a Bologna la percentuale è del 38%.

 

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Cristina Doganini – PressGiochi