10 Luglio 2026 - 17:10

Virkkunen (CE): “Servono maggiori tutele per i minori contro la pubblicità del gioco online sui social”

La Commissione europea riconosce che i minori sono esposti a rischi significativi derivanti dalla pubblicità del gioco online, in particolare attraverso le piattaforme social, ma ritiene che il quadro normativo

06 Luglio 2026

La Commissione europea riconosce che i minori sono esposti a rischi significativi derivanti dalla pubblicità del gioco online, in particolare attraverso le piattaforme social, ma ritiene che il quadro normativo europeo già preveda strumenti per contrastare contenuti e pratiche potenzialmente dannosi. È quanto emerge dalla risposta, pubblicata il 3 luglio 2026, della vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen all’interrogazione parlamentare presentata da un gruppo trasversale di 17 eurodeputati.

L’interrogazione, promossa dall’eurodeputato Emmanouil Fragkos (ECR) e sottoscritta da rappresentanti di diversi gruppi politici, chiedeva alla Commissione di valutare l’impatto della pubblicità digitale del gioco d’azzardo sulla salute mentale e sulle dipendenze, con particolare attenzione ai minori, e di chiarire se fossero previste nuove restrizioni per la promozione del gambling sui social media.

Il ruolo del Digital Services Act

Nella risposta, la Commissione evidenzia che il Digital Services Act (DSA) costituisce già il principale strumento europeo per la protezione dei minori sulle piattaforme online.

Secondo Bruxelles, il regolamento impone ai fornitori di piattaforme digitali l’obbligo di adottare misure volte a garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione per gli utenti minorenni. Inoltre, il DSA vieta espressamente la pubblicità basata sulla profilazione che utilizzi dati personali dei minori.

La Commissione richiama anche le linee guida europee per la tutela dei minori, che raccomandano alle piattaforme di impedire l’accesso a contenuti non adeguati all’età, tra cui quelli relativi al gioco d’azzardo, e di limitare l’esposizione a pratiche che possano favorire comportamenti compulsivi o di dipendenza. Gli utenti, aggiunge l’esecutivo europeo, possono inoltre segnalare le pubblicità di gioco che ritengono illegali attraverso il meccanismo di “notice and action” previsto dal DSA, ad esempio quando violino le normative nazionali o la disciplina europea sulle pratiche commerciali scorrette.

Pubblicità ingannevole e nuove iniziative

La Commissione ricorda anche che la Unfair Commercial Practices Directive (UCPD) vieta le pubblicità ingannevoli o aggressive che possano influenzare le decisioni economiche dei consumatori, con particolare riguardo ai soggetti vulnerabili, come i minori. Tale normativa opera come rete di sicurezza, senza pregiudicare le legislazioni nazionali che prevedono restrizioni specifiche alla pubblicità del gioco. Guardando al futuro, Bruxelles conferma che il prossimo Digital Fairness Act (DFA) dovrebbe colmare alcune lacune della normativa europea sulla tutela dei consumatori nell’ambiente digitale.

Infine, la Commissione fa sapere di stare valutando ulteriori interventi per rafforzare la sicurezza dei minori online, anche sulla base delle future conclusioni dello Special Panel of Experts on Child Safety Online, il gruppo di esperti incaricato di formulare raccomandazioni in materia.

L’interrogazione – Nell’interrogazione, i firmatari avevano espresso forte preoccupazione per la rapida espansione della pubblicità del gioco d’azzardo online, soprattutto attraverso social network, podcast, video brevi e influencer.

Secondo gli eurodeputati, numerose ricerche scientifiche collegano il gioco online a un aumento dei casi di dipendenza, ansia, depressione, disturbi del controllo degli impulsi e gravi difficoltà economiche. Particolare allarme desterebbe la normalizzazione del gioco come forma di intrattenimento e simbolo di successo economico e sociale, messaggio che rischierebbe di influenzare profondamente bambini e adolescenti.

L’interrogazione sottolineava inoltre come una quota significativa della pubblicità digitale del gambling venga diffusa tramite inserzioni mirate dagli algoritmi dei social media, in contesti in cui i controlli sull’età degli utenti e sulla frequenza di esposizione sarebbero ancora insufficienti. Pur riconoscendo tali criticità, la Commissione non annuncia, allo stato attuale, l’intenzione di proporre nuove restrizioni specifiche sulla pubblicità del gioco d’azzardo online, preferendo puntare sull’attuazione della normativa già in vigore e sulle future iniziative in materia di tutela dei minori nel digitale.

PressGiochi

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