21 ottobre 2019
ore 12:35
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Vigevano. Caritas lancia allarme: il 43% dei giovani gioca ai Gratta&Vinci

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Secondo i sondaggi effettuati nelle scuole cittadine dalla Caritas Vigevano, dalla Casa del Giovane di Pavia e dal movimento “No slot”, il 43% degli studenti ha affermato di aver comprato almeno un Gratta e vinci, il 20% ha scommesso nelle sale autorizzate, il 10% ha giocato alle slot e l’8% ha scommesso su internet.

 

«Ci sono chiaramente anche giovani che non hanno mai giocato e altri che hanno provato diversi giochi – dichiara Simone Feder, psicologo della Casa del Giovane di Pavia – ma credo che l’attenzione vada riposta soprattutto su questi elementi. Chi ha detto di aver provato il Gratta e vinci, ha spiegato di averlo fatto con i nonni, qualcuno con i genitori. Si sta abbassando la percentuale di chi ha provato a giocare con le slot mentre sta raggiungendo livelli preoccupanti la mania delle scommesse: adesso ci sono anche partite virtuali su internet che durano pochissime minuti. Si scommette, si vince o si perde. E in cinque muniti tutto ricomincia».

 

A giocare di più, in tutte le varie modalità, sono i maschi, tanti dei quali minorenni. «Molti dei ragazzi che hanno dichiarato di aver giocato alle slot – prosegue Feder – ha meno di 10 anni e ha detto di averlo fatto con nonni e genitori, mentre su internet giocano da soli, ma hanno almeno 15 anni. In media i minorenni buttano il 13% della paghetta settimanale in azzardo, percentuale che sale al 29% per gli studenti delle superiori. Il 12% di loro ha detto di scommettere 10 euro la settimana».

 

«Abbiamo parlato con dirigenti e rappresentanti dei genitori – ha dichiarato Valeria Fabris, assessore alle politiche educative del Comune di Vigevano, – stiamo organizzando delle serate in cui parleremo di queste problematiche cercando di fornire degli strumenti efficaci a supportare questi ragazzi problematici. La Caritas di Vigevano ha presentato poche settimane fa il nuovo progetto di contrasto al gioco d’azzardo, ora stiamo analizzando tutte le proposte arrivate in assessorato: vorremmo scegliere qualcosa che non sia fine a sé stessa, ma che diventi qualcosa di utile, di durevole nel tempo».

 

PressGiochi

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