Il Vietnam, dopo una storia segnata da decenni di conflitti e occupazione coloniale, ha conosciuto negli ultimi 35 anni una profonda trasformazione economica e sociale. Dalla fine degli anni ’80,
Il Vietnam, dopo una storia segnata da decenni di conflitti e occupazione coloniale, ha conosciuto negli ultimi 35 anni una profonda trasformazione economica e sociale. Dalla fine degli anni ’80, il Paese ha avviato un percorso di riforme che ha progressivamente spostato il modello economico da una pianificazione centralizzata a una “economia di mercato orientata al socialismo”, favorendo crescita industriale, apertura agli investimenti e sviluppo del turismo.
Nonostante le persistenti differenze culturali tra Nord e Sud e la presenza di fasce di povertà, il Vietnam è oggi considerato una delle economie emergenti più dinamiche del Sud-Est asiatico.
In questo contesto si inserisce anche l’evoluzione del settore del gioco, storicamente molto limitato. Per anni, infatti, il gambling è rimasto pressoché vietato, fatta eccezione per le lotterie nazionali e per i casinò riservati ai cittadini stranieri. Solo in tempi più recenti il quadro normativo ha iniziato ad aprirsi, con un progressivo ampliamento delle scommesse sportive su eventi selezionati, come corse di cani e cavalli e il calcio, oltre all’avvio di un programma pilota che ha consentito anche ai giocatori vietnamiti di accedere ai casinò.
Attualmente nel Paese operano nove casinò, tra cui tre resort integrati.
Ora il settore sembra entrare in una nuova fase di sviluppo. Il Ministero delle Finanze vietnamita intende infatti aggiornare il limite massimo di scommessa giornaliera sulle partite di calcio internazionali, portandolo da 1 milione di VND (circa 38 dollari) a 10 milioni di VND (circa 380 dollari), con l’obiettivo dichiarato di contrastare più efficacemente il mercato illegale.
La proposta ha però suscitato ulteriori richieste di revisione da parte della Camera di commercio e industria del Vietnam (VCCI), che ha suggerito un innalzamento più marcato dei limiti: fino a 100 milioni di VND (circa 3.800 dollari) al giorno per persona, oppure almeno 10 milioni di VND per categoria di prodotto.
La bozza di decreto prevede inoltre una serie di nuove misure regolatorie, tra cui l’età minima di 21 anni per l’apertura di conti scommesse e l’obbligo di effettuare tutti i pagamenti tramite conti presso operatori autorizzati, al fine di garantire tracciabilità e controlli più stringenti sull’identità degli utenti.
Tra le ipotesi allo studio figura anche la sostituzione dell’attuale requisito legato alla dimostrazione del reddito con un sistema di accesso a pagamento: 2,5 milioni di VND per ogni periodo di 24 ore di ingresso nei casinò, oppure 50 milioni di VND mensili. Sul fronte pubblicitario, si prospetta un allentamento delle restrizioni, con maggiore libertà per gli operatori nella promozione dei propri servizi online.
Un ulteriore elemento della proposta riguarda la possibile apertura del mercato delle scommesse sul calcio internazionale a un solo operatore nei primi cinque anni, con l’obiettivo di garantire ordine e controllo nella fase iniziale di liberalizzazione.
Parallelamente, si rafforza anche il processo di integrazione del settore casinò. Al termine del periodo di prova quinquennale, il Corona Resort & Casino di Phu Quoc dovrebbe ottenere la licenza definitiva, mentre i complessi Grand Ho Tram e Van Don riceverebbero licenze provvisorie della durata di cinque anni.
Il progetto di Van Don, nella provincia di Quang Ninh, rappresenta uno dei più ambiziosi sviluppi futuri: un resort integrato da circa 2 miliardi di dollari, firmato da Sun Group, con apertura prevista nel 2032. Il complesso sorgerà su 245 ettari e includerà hotel fino a 30 piani, spazi culturali e museali, aree entertainment e un casinò con 214 tavoli da gioco e 2.140 slot machine.
A supporto dell’infrastruttura è prevista anche la realizzazione di una superstrada a quattro corsie da 740 milioni di dollari, che collegherà il resort al nuovo aeroporto internazionale di Long Thanh, uno dei più grandi progetti infrastrutturali del Paese, con un investimento complessivo di 14 miliardi di dollari e completamento previsto entro il 2035.
Secondo le autorità, la spinta alla revisione normativa è sostenuta anche dall’aumento del reddito pro capite, cresciuto di circa 1,8 volte fino a raggiungere i 4.700 dollari USA rispetto al 2016. Economisti locali e istituzioni finanziarie sostengono inoltre che una maggiore apertura del settore potrebbe incrementare le entrate statali e ridurre i flussi verso operatori illegali o verso l’estero.
La proposta di legge, attualmente in consultazione pubblica, ha già ricevuto il via libera del Politburo ed è ora all’esame del governo per la definizione del quadro normativo definitivo.
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