In occasione della presentazione a Roma del libro “Non è un gioco, è azzardo”, Stefano Vaccari è intervenuto con PressGiochi sul tema del decreto di riordino del gioco fisico, attualmente
In occasione della presentazione a Roma del libro “Non è un gioco, è azzardo”, Stefano Vaccari è intervenuto con PressGiochi sul tema del decreto di riordino del gioco fisico, attualmente all’esame della Presidenza del Consiglio dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni.
Secondo Vaccari, il percorso della riforma è ancora lontano da una conclusione e rischia di arenarsi definitivamente.
“Come sappiamo la proposta di riordino che ha avuto l’ok della Conferenza Stato-Regioni è nelle mani del sottosegretario Mantovano a Palazzo Chigi da diversi mesi, ma questa riforma non troverà mai la luce perché non c’è accordo tra le forze politiche della maggioranza e molto probabilmente sarà l’ennesima occasione mancata per dare al settore regole uniformi a livello nazionale. Siamo in presenza di un rimpallo ulteriore dopo che questa riforma era pronta dal 2018 e abbiamo perso la XVIII legislatura e anche la XIX. Il governo anziché fare tutto insieme ha scelto di mandare avanti prima la riforma dell’online che ha visto un aumento del 180 per cento della raccolta, mentre il gioco fisico è rimasto al palo con il rischio di mettere in discussione centinaia di posti di lavoro delle imprese italiane.”
“Le ragioni del disaccordo vanno chieste alla maggioranza. Sappiamo che ci sono differenze sui contenuti a partire dai distanziometri, dalle limitazioni e dalle riduzioni dell’offerta. È un ennesimo contrasto interno alle forze di maggioranza come già accaduto su altre tematiche e vedremo se riusciranno a trovare una sintesi.”
“Da quello che sappiamo è più facile che non si trovi un accordo e che venga rinviato tutto di un altro anno consegnando alla prossima legislatura la chiusura del percorso. Il settore aspetta da tempo, alcune concessioni sono in proroga da 15 anni o più e si sta assistendo a una progressiva scrematura del mercato legale con il rischio che sopravvivano solo alcuni operatori e che si lascino ampi spazi al gioco illegale.”
“Abbiamo denunciato da anni che invece di procedere in modo unitario con la delega fiscale si è scelto di spacchettarla avviando prima la riforma dell’online. È un errore grave che sta producendo questi effetti e che rischia di peggiorarli se il riordino del gioco fisico non vedrà la luce. Me lo auguro per il Paese e non solo per il settore del gioco, ma il percorso è lungo, difficile e tortuoso.”
“Come sappiamo, la proposta di riordino che ha avuto l’ok della Conferenza Stato-Regioni è nelle mani del sottosegretario Mantovano a Palazzo Chigi da diversi mesi. Ma quella che abbiamo scommesso, anche con i colleghi di maggioranza, è che questa riforma non troverà mai la luce, perché non c’è accordo tra le forze politiche della maggioranza.”
PressGiochi
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